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ITALIA REALE - Stella e Corona: Grillo e Berlusconi non vi convincono?

Opinioni monarchiche - Dom, 14/01/2018 - 23:17
ITALIA REALE - Stella e Corona: Grillo e Berlusconi non vi convincono?: Grillo e Berlusconi non vi convincono?  Votate per il Re I monarchici di Italia Reale lanciano il simbolo del Blocco nazionale...

Grillo e Berlusconi non vi convincono?

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Dom, 14/01/2018 - 22:23


Grillo e Berlusconi non vi convincono? Votate per il ReI monarchici di Italia Reale lanciano il simbolo del Blocco nazionale. «L’alternativa allo sfascio repubblicano». In vista del voto i fedeli della corona sognano un accordo con Sgarbi e vogliono riportare le spoglie del Re al Pantheon. «Emanuele Filiberto dovrebbe rappresentare l’Italia all’estero»Sognano un nuovo Risorgimento a difesa dell’identità italiana, contro la globalizzazione e i poteri forti dell’economia mondiale. E intanto si preparano a scendere in campo alle prossime elezioni. I monarchici italiani si danno appuntamento a due passi da Montecitorio, nella sala conferenze di un noto albergo romano. Tra stemmi sabaudi e tricolori del Regno si tiene a battesimo il Blocco nazionale per le libertà. È il nuovo contenitore politico creato dal movimento Italia Reale. Nostalgici e fuori dal tempo? Niente affatto. «Siamo sostanzialmente patrioti» spiega il presidente Massimo Mallucci. «Le migliori democrazie europee sono monarchie - insiste il segretario Angelo Novellino - In Europa ce ne sono almeno dodici, con il Vaticano sono tredici».
Chi è stanco dei soliti partiti da oggi ha un’alternativa. Sulla scheda elettorale basta cercare il simbolo con la stella e la corona. Saldamente ancorati alla destra italiana, adesso i fedelissimi sabaudi sono pronti a misurarsi alle urne. Presentarsi alle elezioni non sarà facile, la raccolta firme è proibitiva. Eppure sono già in corso contatti con alcuni parlamentari uscenti per provare ad aggirare l’ostacolo. «Ma su questo non fatemi parlare…» conferma il segretario chiedendo riservatezza sulla trattativa. La strada è impervia, ma nulla è impossibile. Il sogno è un apparentamento con la lista di Vittorio Sgarbi. «Condivide con noi l’impostazione liberale, rappresenta un’altra voce fuori dal coro. È una persona perbene e di cultura: la nostra simpatia nei suoi confronti è sincera». Non è dato sapere se il noto critico d’arte sia già al corrente della proposta di alleanza. «Abbiamo avviato dei contatti - insiste il segretario monarchico - vedremo quale sarà l’esito».

 (Angelo Novellino - Segretario Nazionale)Il sogno di Italia Reale è un apparentamento con la lista di Vittorio Sgarbi. «Condivide con noi l’impostazione liberale, rappresenta un’altra voce fuori dal coro. È una persona perbene e di cultura: la nostra simpatia nei suoi confronti è sincera». Chi è stanco dei soliti partiti da oggi ha un’alternativa. Sulla scheda elettorale basta cercare il simbolo con la stella e la coronaIntanto si discute del programma. Riportare il Re al Quirinale non è ancora all’ordine del giorno. «La monarchia è un percorso di lungo termine» ammettono con realismo i presenti. Si parte dal nuovo progetto elettorale: il Blocco nazionale. Al richiamo di Italia Reale per ora hanno aderito la Democrazia Cristiana del segretario Denis Martucci e l’Associazione nazionale democratici liberali. «Altri movimenti stanno alla finestra e aspettano la nostra discesa in campo». Anche per questo nel simbolo elettorale è stato lasciato uno spazio vuoto. Simbolo delle tante realtà - i monarchici ne sono convinti - che presto si aggiungeranno alla causa. Gli obiettivi? La riaffermazione dell’identità nazionale, anzitutto. E poi un riesame delle norme sull’aborto e sul fine vita. Il no allo Ius Soli e la difesa della famiglia. Ma i monarchici propongono anche l’abolizione delle regioni per ridare centralità alle province e alle prefetture. E la convocazione di un’assemblea costituente per ripensare e rifondare lo Stato. Immancabile, c’è un progetto che riguarda la vecchia Casa Reale. «Vogliamo chiedere al governo di interpellare il principe Emanuele Filiberto di Savoia perché possa rappresentare il Paese all’estero».
Un dubbio è giustificato. Ma insomma, in Italia i monarchici non arrivano un po’ fuori tempo massimo? I diretti interessati non sono d’accordo: il Paese ha voglia di teste coronate, spiegano. L’attuale sistema è in crisi, la gente non va più a votare. «Alla Repubblica dei privilegi - si legge in uno dei periodici consegnati durante l’incontro - occorre sostituire una monarchia di popolo». Italia Reale è l’alternativa allo sfascio repubblicano, come recita uno degli slogan. Ma a chi si rivolge un partito monarchico? «Il contributo che possiamo portare è quello della nostra identità» spiega orgoglioso il presidente Mallucci. «Con il nostro simbolo rappresentiamo l’unica destra popolare, nazionale e identitaria che ci sia mai stata in Italia». Il riferimento è il Partito nazionale monarchico di Alfredo Covelli, che negli anni Cinquanta portò in Parlamento 40 deputati e 16 senatori.La salma di Vittorie Emanuele III deve tornare al Pantheon? «È la storia d’Italia che ce lo chiede» taglia corto il segretario Novellino. «Come le spoglie degli imperatori austriaci nella cripta dei Cappuccini a Vienna e i re d’Inghilterra a Westminster, i sovrani sono sepolti al Pantheon. Ma di che stiamo parlando?»Oggi quel traguardo appare particolarmente difficile. Le difficoltà del momento impongono il giusto realismo. Italia Reale conta circa 3600 iscritti, alle ultime amministrative ha eletto tre consiglieri comunali nelle province di Lecco e Pavia. Alle regionali siciliane una rappresentante monarchica è stata inserita a Catania, da indipendente, nelle liste di Forza Italia. Cinque anni fa il segretario Novellino si è candidato a sindaco della Capitale, conquistando lo 0,07 per cento, pari a 809 preferenze. Insomma, la strada è solo all’inizio. L’importante è non dimenticare mai le proprie radici. Ecco perché la posizione di Italia Reale sull’ultima polemica monarchica è fin troppo scontata. La salma di Vittorie Emanuele III deve tornare al Pantheon? «Non è un discorso politico, è la storia d’Italia che ce lo chiede» taglia corto il segretario Novellino. «Come le spoglie degli imperatori austriaci nella cripta dei Cappuccini a Vienna e i re d’Inghilterra a Westminster, i sovrani sono sepolti al Pantheon. Ma di che stiamo parlando?».

 http://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/12/grillo-e-berlusconi-non-vi-convincono-votate-per-il-re/36777/  

Due paroline sul presepio e la nostra cultura

Opinioni monarchiche - Mer, 27/12/2017 - 21:33


Due paroline sul presepio e la nostra culturaDall’assenza all’oltraggio: quale futuro per il simbolo del Santo Natale?
Mi ero riproposto sul finire di questo triste 2017, di scrivere un buon proposito, evitando le critiche fine a se stesse…Deciso altresì a non buttare altra benzina sul fuoco parlandovi ancora della traslazione delle salme dei nostri Sovrani a …Vicoforte, ho creduto invece indispensabile fare il punto su ciò che è diventato il simbolo del Santo Natale. Parlo naturalmente del Presepio, e di come è sempre stato raffigurato fino a qualche anno fa: il bue, l’asinello, la grotta, la mangiatoia, Giuseppe, Maria e il bambinello Gesù. Semplice semplice, come tradizione chiede, simbolo non solo religioso, ma anche di pace, per tutti i popoli e le culture del pianeta. Fare un elenco per ricordare le città e le istituzioni che con l'arrivo del Natale hanno snaturato questa tradizionale raffigurazione, o hanno dato un esempio vergognoso della loro intolleranza religiosa nei confronti dei cittadini italiani abolendolo è invece praticamente impossibile tanto è lungo.  


Ognuno fa ciò che vuole, per carità. Ma qui non stiamo parlando della ricetta delle fettuccine alla Matriciana, dove le varianti possono essere dettate dai gusti di ognuno di noi. Stiamo parlando di tradizione religiosa millenaria. La stessa che ha saputo dare radici a questa Europa, non quella dell’Unione di Bruxelles. L’Europa delle differenze, forgiando un continente di incredibili energie e particolarità. A parole, ogni istituzione o territorio, scrive negli inutili quanto grotteschi Statuti istituzionali, di voler rispettare e valorizzare gli usi e i costumi, le tradizioni, le bellezze naturali e artistiche del luogo… a parole appunto!Ultimamente, sono due infatti le scuole di pensiero sull’argomento: la prima semplicistica e quasi scontata (vista l’ignoranza generale di amministratori pubblici e docenti) vede l’abolizione “tout court” dello stesso presepio da luoghi pubblici e scuole. Secondo questi luminari della nuova epoca, è necessario abolire questa tradizione per rispetto ai seguaci degli altri credo religiosi. Inutile tentare di spremere sangue dalle rape. Chi perde l’uso della ragione, non può essere aiutato! Ecco perché desidero invece spendere qualche parola nei confronti della seconda scuola di pensiero, per smascherare coloro che hanno “usato” il presepio per i loro fini atti ideologici, trasformando una tradizione in una cravatta alla moda! Una cravatta da scegliere in abbinamento al vestito che si adopera insomma.Lo hanno composto in tutti i modi possibile questo povero presepio. Si è pensato di infilare la Sacra Famiglia in gommoni e imbarcazioni varie, se potuto “ammirare” inorriditi presepi gay con due San Giuseppe ed altre insultanti volgarità ancora, tutto per tentare di abbinare a questo simbolo la moda del momento o legittimare il gruppo di interesse rappresentato. Hanno gioito coloro che vedono nella deportazione di massa dal nord Africa un fatto positivo, così come hanno gioito coloro che vedono nella distruzione di ogni tradizione e religione l’unico modo per avvalorare la pochezza dei loro valori, votati al denaro e al mercato soltanto. In mezzo alla confusione di tanti luoghi comuni, anche Papa Francesco ha voluto lasciare traccia di se, paragonando la "Sacra Famiglia" ad una famiglia di immigrati in cerca di un luogo migliore dove mettere al mondo la propria prole.  Una falsità sapendo di mentire e sapendo di trovarsi in assenza di un contradditorio. Maria e Giuseppe infatti non scappavano da nessuno e non erano immigrati o clandestini: semplicemente tornavano nella terra in cui erano nati per rispondere ad un obbligo di censimento della popolazione. Giunti a Betlemme si erano accampati in una grotta benché avessero potuto pagare una migliore sistemazione. Era successo semplicemente che ogni albergo o taverna fosse occupata da altri viandanti che rispondevano alla stessa chiamata. Nessuna migrazione, nessuna similitudine con l’attualità odierna quindi.  Vorrei svegliarmi il primo di gennaio prossimo, scoprendo di aver vissuto soltanto un brutto sogno, tornando a credere e a pensare ciò che abbiamo sempre creduto e pensato, secondo l’insegnamento di San Francesco, quando per la prima volta nella storia mise in scena il presepio a Greccio. Diede indicazioni precise ai suoi compaesani e fratelli: "Scegliete una grotta dove farete costruire una mangiatoia ed ivi condurrete un bove ed un asinello, cercando di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme! Questo è il mio desiderio, perché voglio vedere, almeno una volta, con i miei occhi, la nascita del Divino infante”.Ancora una volta, nessun barcone, nessuna coppia gay, nessun migrante e nessuna forzatura. E così dovrebbe essere. Perché ogni altra rappresentazione rischia di delegittimare il presepio facendogli perdere ogni senso del Sacro, finendo per diventare normale poterlo oltraggiare come hanno fatto alcuni imbecilli a Bolzano con gesti osceni, per poter poi pubblicare baldanzosi una vergognosa immagine in rete!   
Alberto Conterio - 27.12.2017  

Cronaca di un inchino alla repubblica

Opinioni monarchiche - Lun, 18/12/2017 - 22:34


Vittorio Emanuele III ed Elena di Savoia il ItaliaCronaca di un inchino alla repubblica
Sulla traslazione delle salme della Regina Elena e di Vittorio Emanuele III di Savoia a Vicoforte, non avrei voluto scrivere nulla perché troppo doloroso. In fondo la causa monarchica non guadagna e non perde nulla della sua attualità con o senza la mia modesta opinione, ma giova ricordare che nel 1973, il giornalista Giovanni Mosca, durante un'intervista a Umberto II di Savoia, raccolse l'opinione del Re su questo argomento. Umberto doveva essersi infastidito dall'incalzare di alcune domande del giornalista, e rispose abbastanza seccato: "Mosca cosa è venuto a fare? Il mio pensiero sulla sepoltura dei miei genitori lo conoscono tutti. A Superga no, al Pantheon si. Altrimenti le salme restano dove sono. Avrebbe per caso intenzione di indurmi a cambiare opinione?"Dal 1973 quindi, l'opinione del più alto rappresentante della Dinastia è noto a tutti: questo era il pensiero e il desiderio del Re, e come tale avrebbe dovuto essere rispettato sopra a qualsiasi altra nostra opinione o intendimento. Sappiamo che così non è stato...

E' stato però il servizio di Studio Aperto di Italia 1 alle ore 18.40 di domenica 17 dicembre a farmi comprendere il fiume in piena delle notizie che ormai da 48 ore si susseguivano sull'argomento. Tra le notizie lampo, che vengono "recitate" leggendo il brogliaccio dal giornalista di turno, appare un servizio (registrato) dal Santuario di Vicoforte. l'inviato in primo piano, a mezza voce, fa presente che sta assistendo al solenne corteo funebre di Re Vittorio Emanuele III. Credevo di non aver capito bene, di sognare. Mi sono invece reso conto che era tutto verissimo: stavo vivendo un incubo. Per fortuna il tutto è durato lo spazio di questa ridicola frase: una manciata di secondi di ripresa, 7, 8 al massimo - poi il servizio si è chiuso! Un attimo ancora di sbigottimento, poi la rabbia mi ha assalito violenta: "...solenne corteo funebre" ??? Qualche carabiniere in divisa di servizio in funzione di sfollagente/fotografi, una trentina di giornalisti che seguono la salma facendo riprese in disordine, una cinquantina di persone che seguono più o meno ordinatamente il feretro portato a spalla, la maggior parte di loro con gli immancabili quanto fastidiosi telefonini alzati per riprendere l'accaduto. Sarebbe questo il "...solenne corteo funebre" ??? Ma andiamo con ordine: in serata di venerdì 15 dicembre, apprendo dall'Ansa che era tornata in Italia la salma della Regina Elena di Savoia. Le spoglie della moglie di Vittorio Emanuele III, penultima Regina d'Italia, erano state trasferite (così recitava il comunicato) da Montpellier, dove era morta nel 1952, al Santuario di Vicoforte, vicino a Mondovì, nel Cuneese. A seguire queste prime quattro righe, l'inchino alla repubblica. Maria Gabriella di Savoia, infatti, esprimeva "profonda gratitudine" al presidente Sergio Mattarella, "che fattivamente propiziò la traslazione della salma", così è scritto! A seguire due righe storiche sul Santuario e la conclusione non meno sorprendente dell'apertura...  non era escluso che nelle settimane a seguire si potessero traslate anche le spoglie di Vittorio Emanuele III, morto in esilio il 28 dicembre 1947 ad Alessandria d'Egitto, e dove da allora riposava.Letto questo, mi sono buttato sulla rete e sui social per avere ulteriori ragguagli. Quasi immediatamente si sviluppava un forte scambio di opinioni tra monarchici e non monarchici, tra i favorevoli ed i contrari, con punte molto critiche di intolleranza, volgarità e violenza verbale. Discernendo in questo caos ciò che mi poteva interessare, cominciavano a farsi largo in me alcune domande: Cosa pensava il Principe Vittorio Emanuele? Era stato Lui ad architettare questo “trasporto”? Cosa sarebbe successo al rientro del Re suo nonno, ora che il velo della segretezza era stato squarciato? Visto che si era puntato sulla segretezza per evitare intoppi ideologici, perché non si era proceduto a traslare prima la Salma del Re, per farla poi seguire dalla meno "scomoda" Elena, ancora oggi ben ricordata da ampie porzioni della popolazione?Per fortuna, alla prima domanda, rispose direttamente Sua Altezza Reale il Principe, con un comunicato ufficiale in data 16 dicembre (sabato), dove con parole molto chiare, dichiarava: “Ho appreso, insieme ai membri della mia Casa, con stupore, delle dichiarazioni di mia Sorella la Principessa Maria Gabriella inerenti la traslazione al Santuario di Vicoforte ed a nostra insaputa della Salma di mia Nonna, la Regina Elena. (...)"Restava da capire cosa sarebbe successo in seguito all'avventatezza d'aver traslato prima del Re (da sempre maggiormente contestato) la Regina Elena...  Ma non c'è stato tempo di pensarci più di tanto, perché già in prima mattinata di domenica 17 dicembre, si spargeva voce che anche le spoglie del Re Imperatore stavano per giungere da un momento all'altro a Vicoforte!!!Il servizio già citato di Italia 1 quindi, chiudeva per me, 48 ore concitatissime di emozioni, rabbia e disgusto! Ma è stata la definizione di "...solenne corteo funebre" data la giornalista, che, mi toglieva il velo che mi impediva di vedere e di capire... Purtroppo, una folta schiera di lacchè di questa repubblica si nasconde anche tra le schiere di noi monarchici italiani. Costoro sono ben nascosti dietro titoli altisonanti e rappresentano sigle d'elite dell'universo monarchico italiano. Ed è chiaro che devono essere stati costoro a influenzare negativamente la Principessa Maria Gabriela consigliandola davvero male.Si trattava di dribblare il volere di Re Umberto, per non turbare l'odierna repubblica degli orrori, senza inferocire troppo chi è davvero monarchico o ha a cuore la storia del nostro grande Paese: l'Italia. Lo scopo?, mettere fine, una volta per tutte alle insistenze monarchiche e della stessa Casa di Savoia, che vedeva nel Pantheon e solo nel Pantheon il luogo adatto al riposo di tutti i sovrani d'Italia.  E allora lo "spettacolo" ha previsto di dare in pasto a costoro, un contentino innocuo: Vicoforte, Santuario sicuramente bellissimo e storicamente abbinato alla Casa di Savoia, ma posto ad almeno 700 km di distanza dal Pantheon di Roma. Troppo pericoloso evidentemente piazzare dei simboli di un'Italia sicuramente migliore all'odierna così vicino alla sala dei bottoni repubblicana. Allo stesso tempo niente contestazioni di bassa lega (vedasi centri sociali e antagonisti vari) ma in cambio nessuna istituzione pubblica presente. l'umiliazione di una cerimonia "riservata" ...definita così da "un portavoce".Insomma per la Regina è rientrata in Italia furtivamente di notte, come una ladra, per saggiare il terreno, rompere il ghiaccio, poi, prima che l'intellighenzia di sinistra potesse organizzarsi, è giunto il nostro Re... senza bissare la vergogna della "segretezza" certo, ma senza poter organizzare una diversa e più consona accoglienza. Le poche immagini disponibili sono sotto gli occhi di tutti. Un squallido funerale in economia, come un normalissimo cittadino. Niente fiori, niente bandiere, neppure una tromba! Un insulto, non solo al Grande Re, ma alla stessa storia d'Italia. Il tutto a pochi giorni dai funerali di Stato svoltisi in Romania in pompa magna, per tumulare Re Michele. Autorità dei massimi livelli statali, affusto di cannone, picchetti d'onore, discorsi, un degna collocazione! Evidentemente, il lustro d'Italia è ormai indietro anche a quello di Romania!Desidero affermare con forza, che non è questione di essere o non essere monarchici, ma il semplice prendere atto che la storia di un popolo non la si può ridurre ad una edizione a fascicoli, dove si può evitare di acquistare quelli che non ci piacciono. Ormai si dovrebbe aver compreso che senza memoria non vi è futuro. Infatti i risultati attuali di degrado e mancanza di valori (da tutti invocati) non sono dovuti ai pochi che hanno ancora un retaggio culturale alle loro spalle, ma ai più che pensano di doverlo rinnegare questo retaggio, perché sgradito, senza capire che fa parte della nostra stessa personalità, e senza la quale, poco a poco non ci riconosceremo più guardandoci allo specchio! Un "affare" quello di queste traslazioni, che lascia l'amaro in bocca. Gli stessi strilloni di regime sono rimasti spiazzati, lasciando il posto agli ormai immancabili intellettuali che non sogneresti di vedere quanto in basso sono pronti a spingersi per non dispiacere al Regime! Altro che ventennio fascista!!!Insomma il cerchiobottismo repubblicano a sostituito i comunisti oltranzisti duri e puri screditati (loro si) dalla stessa storia, con i luogocomunisti. Cioè con quelle persone che non avendo nessuna idea loro propria, brillano della luce riflessa data dai luoghi comuni più beceri e vergognosi, ma sempre d'effetto. In questo ruolo si é distinto magnificamente Enrico Mentana, giornalaio, al secolo definito "mitraglietta", con una dichiarazione che avrebbe lasciato stupito e imbarazzato anche il senatore Sandro Pertini, forse il più acerrimo nemico di Casa Savoia! Presto mi recherò a pregare su queste tombe, e allora forse riuscirò a sopire la rabbia la vergogna e l'umiliazione d'essere cittadino di questa repubblica. Sarà allora, che davanti alle spoglie del Re Soldato, ritroverò la forza il coraggio e l'orgoglio d'essere italiano!
Alberto Conterio - 18.12.2017

Salme Reali a Vicoforte

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Lun, 18/12/2017 - 21:47
ITALIA REALE - Stella e Corona


COMUNICATO STAMPA
IL Presidente Nazionale di Italia Reale , movimento politico dei monarchici Italiani, Avv. Massimo Mallucci, ha dichiarato, a seguito della riunione della Direzione Nazionale del Partito : "Abbiamo appreso dalla stampa l'avvenuta traslazione delle spoglie della Regina Elena e del Re Vittorio Emanuele III° nel Santuario di Vicoforte, cuore della fedelissima provincia di Cuneo. Ringraziamo il Reverendo Rettore ed il Capitolo del Santuario per la disponibilità e la Cristiana accoglienza riservata ai penultimi Sovrani d'Italia. Il Re che ha compiuto la piena unità della nostra Patria, entrando, nel 1918, in Trieste liberata, insieme alla Regina , definita La Sovrana della carità benefica, dal Santo Padre Pio XII°, riposano in terra Italiana , a seguito di anni di richieste, avanzate dal Capo di Casa Savoia Il Principe Vittorio Emanuele,da vari parlamentari e dall'Istituto per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe al Pantheon. Il modo in cui si è svolta la traslazione, nascostamente e nottetempo, così come predisposta da un improvvisato comitato laico arbitrariamente costituitosi, assomiglia di più ad un rito "massonico" , piuttosto che ad una aperta celebrazione di un'attesa riconciliazione nella "memoria Nazionale" che solo la sepoltura nel Pantheon di Roma potrà dare. In questo senso tutte le nostre speranze sembrerebbero disattese.Nella settimana in cui, in Romania , si sono svolti , in modo solenne, i funerali di Stato del Re Michele,seguito da decine di migliaia di Rumeni commossi ed in preghiera, la traslazione riservata ai nostri Sovrani non può che apparire un insulto alla loro memoria. Italia Reale si unisce quindi intorno ai Principi Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto di Savoia , speranza per un'Italia migliore, aderendo completamente ai sentimenti espressi nelle diffuse dichiarazioni. Invitiamo tutti i nostri amici a recarsi a Vicoforte, per gli omaggi e le preghiere dovute ma lanciamo anche un appello a tutti i nostri iscritti, consiglieri comunali e simpatizzanti perchè il 28 di dicembre , alle ore 19, si radunino nelle rispettive delegazioni regionali, nonchè nelle proprie case , per recitare un "rosario riparatore"collettivo, per le offese ricevute dai nostri Sovrani , in occasione della laica e molto improvvisata traslazione". 

ITALIA REALE - Stella e Corona: NOTA DI S.A.R. IL PRINCIPE VITTORIO EMANUELE sulla...

Opinioni monarchiche - Sab, 16/12/2017 - 11:50
ITALIA REALE - Stella e Corona: NOTA DI S.A.R. IL PRINCIPE VITTORIO EMANUELE sulla...: NOTA DI S.A.R. IL PRINCIPE VITTORIO EMANUELE DUCA DI SAVOIA PRINCIPE DI NAPOLI “Ho appreso, insieme ai membri della mia Casa, co...

NOTA DI S.A.R. IL PRINCIPE VITTORIO EMANUELE sulla traslazione a Vicoforte della Salma dela Regina Elena

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Sab, 16/12/2017 - 11:46
NOTA DI S.A.R. IL PRINCIPE VITTORIO EMANUELE
DUCA DI SAVOIA
PRINCIPE DI NAPOLI


“Ho appreso, insieme ai membri della mia Casa, con stupore, delle dichiarazioni di mia Sorella la Principessa Maria Gabriella inerenti la traslazione al Santuario di Vicoforte ed a nostra insaputa della Salma di mia Nonna, la Regina Elena.

Pur esprimendo apprezzamento al Presidente Sergio Mattarella per la sensibilità dimostrata nei confronti del tema, non posso però non rammaricarmi che tutto ciò sia avvenuto in gran segreto, senza concedere alla Regina d’Italia, Sovrana della Carità Benefica, gli onori dovuti e soprattutto la traslazione al Pantheon di Roma, come abbiamo sempre richiesto e prima di me mio Padre, il Re Umberto II.
Ritengo che riportare la Salma della Regina in totale anonimato ed in segretezza sia un insulto alla memoria della Regina ed a tutto ciò che Ella rappresenta, dall’angelo del terremoto di Messina alla infaticabile crocerossina della Grande Guerra.
Sognavamo per questo giorno di festa un epilogo ben diverso: giustizia sarà fatta quando tutti i Sovrani sepolti in esilio riposeranno nel Pantheon di Roma.”

ITALIA REALE - Stella e Corona: La Regina Elena di Savoia in Italia !!!

Opinioni monarchiche - Ven, 15/12/2017 - 22:49
ITALIA REALE - Stella e Corona: La Regina Elena di Savoia in Italia !!!: (ANSA) - MONDOVI' (CUNEO), 15 DIC - Torna in Italia la salma della regina Elena di Savoia. Le spoglie della moglie di Vittorio Eman...

La Regina Elena di Savoia in Italia !!!

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Ven, 15/12/2017 - 22:48


(ANSA) - MONDOVI' (CUNEO), 15 DIC - Torna in Italia la salma della regina Elena di Savoia. Le spoglie della moglie di Vittorio Emanuele III, penultima Regina d'Italia, sono state trasferite oggi da Montpellier, dove è morta nel 1952 a 79 anni, al Santuario di Vicoforte, vicino a Mondovì, nel Cuneese. A darne notizia è stata la nipote Maria Gabriella di Savoia, che esprime "profonda gratitudine" al presidente Sergio Mattarella, "che fattivamente propiziò la traslazione della salma".    Il trasferimento è avvenuto in gran segreto. Il Santuario già nelle intenzioni del duca Carlo Emanuele I di Savoia, a inizio Seicento, doveva diventare il mausoleo della Casa reale. Non è escluso che nelle prossime settimane qui vengano traslate anche le spoglie di Vittorio Emanuele III, morto in esilio il 28 dicembre di settant'anni fa ad Alessandria d'Egitto, dove è tuttora sepolto.    "Confido che il ritorno in Patria della Salma di Elena, concorra alla composizione della memoria nazionale", è l'auspicio di Maria Gabriella.


Apprendo dall'Ansa la notizia della traslazione della Salma della Regina Elena di Savoia al Santuario di Vicoforte in provincia di Cuneo.Devo scrivere, quasi con rammarico, che il fatto, non mi entusiasma. Certo se sarà presto traslata anche la Salma di Re Vittorio Emanuele III come indicato, sarà stupendo poter fare Loro visita finalmente riuniti, senza dover girare il mondo, così come provo sollievo, sapere che la salma del glorioso  Re Soldato potrebbe presto essere "al sicuro" dall'integralismo islamico presente in Egitto, ma non posso certo scrivere d'essere felice...Come italiano, devo scrivere invece, che il luogo scelto per il Loro riposo e il rientro in terra d'Italia, avvenuto praticamente di nascosto, per non urtare la claudicante repubblica italiana, mi delude e mi umilia.Sappiamo fin troppo bene, che la Loro naturale collocazione finale, non poteva che essere il Pantheon, con i dovuti onori che spettano ai Capi di Stato... ma tant'è!
Non ci resta che gioire e commuoverci, versando lacrime di felicità e di rabbia assieme.Viva il Re, viva l'Italia, viva Casa Savoia ...sempre!

S.M. Michele I, Re di Romania - Comunicato Stampa

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Mar, 05/12/2017 - 21:36


Italia Reale - Stella e CoronaCOMUNICATO  STAMPA
E' stato richiamato a Dio, oggi in Svizzera, S.M. Michele I, Re di Romania dal 20 luglio 1927, vedovo della Principessa Anna di Borbone  Parma, sorella del Principe Michele, consorte di S.A.R. la Principessa Reale Maria Pia di Savoia.


Insieme a S.M. Simone II Re di Bulgaria, era uno degli ultimi due Re ancora in vita ad essere stati Capi di Stato durante la Seconda guerra mondiale.Italia Reale porge le più sentite condoglianze a S.A.R. la Principessa Margherita, Custode della Corona Rumena, designata da S.M. il Re Michele I nel 1997 come Suo successore a "tutte le prerogative ed i diritti".I Monarchici di Italia Reale sono certi che i Valori rappresentati dalla Monarchia Rumena ,ben radicati nel cuore della maggioranza del popolo, potranno essere utili e punto di riferimento per ogni necessaria riforma e tutela della identità della Patria. I perversi poteri mondialisti hanno impedito al popolo Rumeno di veder "CORONATA" , in modo definitivo la loro riconquistata libertà e democrazia.Verità e Giustizia trionferanno sui nuovi tiranni della globalizzazione e sui forsennati assertori della repubblica universale che impongono una visone del popolo astratta e lontana, da chiamare soltanto a ratificare decisioni già prese nei retrobottega delle banche d'affari.
L'addetto stampa. Pier Francesco Gaviglio Rouby de Cals.g.

Catalogna: dall'ordine conosciuto ad una nuova Era a venire

Opinioni monarchiche - Ven, 03/11/2017 - 22:57


Catalogna: dall'ordine conosciuto ad una nuova Era a venireIl processo di disgregazione europea è entrato nella sua fase finale
Le notizie che giungono a tratti concitate dalla Spagna dopo il pronunciamento popolare catalano pro indipendenza, dovrebbero far riflettere, ancora una volta sulla nocività delle istituzioni sovranazionali europee più che focalizzare la nostra attenzione invece, sull’evolversi del fatto in se.Occorre premettere, che non ci troviamo certo di fronte ad un popolo che chiede giustizia e libertà perché vessato. Al contrario ci troviamo di fronte alla parte della popolazione spagnola che gode del maggior sviluppo e benessere. La popolazione che ha goduto dei più ampi finanziamenti statali per la costruzione e ricostruzione in questi anni delle proprie infrastrutture e servizi.Facendo un parallelismo tra Catalogna e la nascita in Italia del fenomeno Lega Nord negli anni '80, non possiamo non notare questa incongruenza, che va contro le logiche della storia...

Un popolo lotta contro un sopruso o una ingiustizia che limita il benessere o la libertà delle persone. Normalmente la storia insegna che un popolo non lotta perché è il più opulento o il più sviluppato!Dunque i catalani come i lombardo veneti, perché dovrebbero lottare per l'indipendenza?   Come ho scritto in apertura, per avere risposte, occorre guardare all'Unione Europea. L'UE ha una grossa responsabilità in questo "processo" di disgregazione nazionale di cui siamo oggi sconcertati testimoni.E' un risultato che viene da lontano, tutto orientato a fare del cittadino "nazionale", un individuo senza storia, senza legami con la propria terra, senza identità, senza Patria insomma. Un individuo che si senta "cittadino del mondo"; grottesca quanto ridicola e rivoltante definizione per indicare una persona che non si identifichi in nessun punto di riferimento fisso per operare le sue scelte e le sue decisioni. Persona quindi facilmente orientabile verso punti mobili di interesse, che variano al variare del mercato, della moda, del politicamente corretto se necessario.Abbiamo abbattuto le frontiere, senza renderci contro di aver abbattuto contemporaneamente in noi la percezione dei limiti, la percezione delle differenze e delle diversità culturali che hanno fatto grande questo continente.Il Progetto Erasmus ad esempio, che prevede la mobilità degli studenti all'interno dell'UE, non è altro che una colonna di questo progetto. Con il pretesto di fornire agli studenti maggiore conoscenza, si limita di fatto la conoscenza di parti importanti della loro cultura nazionale. E ciò non è un bene, perché per saper comprendere una cultura diversa, devo innanzitutto avere coscienza della mia di cultura! Non dimentichiamo infine, il sempre valido proverbio popolare, che recita: "chi di spada ferisce, di spada perisce". E non ci sono dubbi che la Spagna, con il resto dell'Europa e della Nato (il gregge che si muove dietro alla coda padrone, gli Stati Uniti d'America) abbia approvato e riconosciuto a suo tempo la dichiarazione di indipendenza unilaterale del Kosovo dalla Serbia, addirittura in pregio alla legge internazionale e al consiglio di sicurezza dell'ONU, che invitava ad essere cauti. Il Presidente Putin prendendo atto di questa insensatezza ebbe parole profetiche al riguardo: "il Kosovo vi si ritorcerà contro..." dichiarò. Quanto aveva ragione! Nel Febbraio del 2008, venne di fatto aperto il vaso di Pandora, e ufficialmente iniziò una nuova era. La disgregazione dell'Europa ebbe inizio.Ora possiamo anche immaginare che tutto si possa risolvere con la repressione e con qualche disordinata quanto poco convinta condanna (del giorno dopo) del Parlamento europeo o di qualche "pezzo grosso" della politica comunitaria: ma la strada è segnata. Le persone private dei valori sacri del patriottismo, restano succubi di questi giochi di prestigio allestiti contro se stessi e il loro benessere dagli interessi della finanza e delle multinazionali. Riflettiamo: il Presidente Catalano Puigdemont, per sfuggire alla giustizia spagnola ha forse preso un volo per la Corea del Nord? Nossignore, si è recato a Bruxelles… sarà un caso?Mettendo fine oggi agli intrallazzi europei che mirano a destabilizzare le Nazioni in favore dell’Impero globalizzato, servirebbero venti o trent'anni di nuovo acculturamento ai vecchi ed intramontabili valori nazionali per sopire queste pulsioni secessioniste.Ma chi è in grado di invertire questo processo? Intanto dalla Scozia fanno sapere di essere nuovamente in moto per ottenere l'indipendenza e poi i fiamminghi in Belgio. Anche il Galles, da sempre fedele alla Corona d'Inghilterra appare irrequieto. Possiamo immaginare che gli alto Atesini in Italia non prenderanno la pala al balzo? Il Lombardo Veneto si accontenterà del referendum per l'autonomia? ...e la Sardegna? …per citare i maggiori esponenti di questo nuovo corso storico; di questa nuova era.A chi può giovare ciò? La finanza, la globalizzazione dei mercati, lo sfruttamento della manodopera e delle popolazioni future, avevano ancora un ostacolo nonostante tutto. Un ostacolo che proprio negli ultimi anni s’è fatto più fastidioso: Gli stati nazionali e sovrani! Gli esempi in Europa non mancano, la Gran Bretagna ha recentemente rimarcato la sua sovranità dal resto dell’Unione, e poi l’Ungheria di Orban, gelosa della sua cultura e delle sue particolarità. Lo spezzettamento degli Stati quindi, è visto come arma finale al conseguimento dello status necessario al business continuo e senza rischi: Il caos generale, l'instabilità, l'insicurezza, la debolezza delle istituzioni, la mancanza di politiche nazionali di un certo peso e valore, volte a garantire i popoli dai soprusi e dalle violenze dei più forti!  Ci stiamo incamminando verso un nuovo medioevo dove il Signorotto locale tornerà ad avere il potere. Un potere che grazie ad un lungo e sanguinoso cammino era passato al popolo garantito dagli Stati nazione.Per concludere, non credo che basterà più il discorso di un Sovrano, per quanto sensato e corretto, e non credo che basteranno politici onesti e preparati, così come non credo che basterà infine, un dissenso popolare di sottofondo, operante nel contesto delle regole e delle leggi che ci siamo dati, perché sono leggi a geometria variabile, tanto dure e repressive con i deboli, quanto accomodanti con i potenti. Nel frattempo, il fronte mediatico, mentre tace sulle irregolarità ed illegalità del voto catalano, così come tace sulle manifestazioni oceaniche a favore della Spagna unità, insiste nel dar fiato alle dichiarazioni dei portavoce catalani, che definiscono il governo centrale "fascista e franchista"! A quale padrone rispondono questi mentitori seriali?
03.11.2017 - Alberto Conterio