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Quando tacere sarebbe una concreta e apprezzata manifestazione di buon senso

Opinioni monarchiche - Gio, 19/07/2018 - 21:47

Opposizione: persa anche la vergogna e la dignitàQuando tacere sarebbe una concreta e apprezzata manifestazione di buon senso
Desidero essere ironico su un argomento serio, anzi molto serio, cercando di renderVi partecipi della rabbia per provo quando ogni giorno siamo testimoni delle ingerenze, delle intimidazioni, delle minacce anche, degne della peggiore mafia nei confronti dell’azione del nuovo governo Conte.

Le innumerevoli voci che fin da subito hanno cominciato ad agitarsi contro Salvini o Di Maio, per contrastare i loro primi provvedimenti, mi infastidiscono quanto il latrare dei cani in una notte estiva, quando si cerca di estraniarsi dalla calura dell’ambiente e dai pensieri quotidiani per chiudere occhio e addormentarsi. Fastidiosissime queste “voci”, come le zanzare, vanno ben oltre la necessaria opposizione politica ad un governo. Siamo infatti abituati all’opposizione.L’opposizione urlata della sinistra, delle piazze, dei sindacati, degli antagonisti, contro i governi conservatori e di destra, così come siamo abituati in questi ultimi anni all’opposizione sterile e ridicola di “personaggi” come Renato Brunetta o la “pitonessa” Daniela Santanchè, fatta di inutili appelli ad un “popolo” - che non conoscono - contro i governi  della finta sinistra che hanno svolto magnificamente i programmi del liberismo più frenato tanto amato dal primo Berlusconi del 1994.Come ho scritto, questa opposizione però, va ben oltre. Normalmente le opposizioni possono contare su qualche organo di stampa. Alcuni giornali, qualche rete tivvù, qualche sito o blog in rete! Questa “opposizione” invece può contare su tutto. Giornali, periodici, tivvù, radio, internet, opinionisti, giornalisti, presidenti e lacchè delle maggiori organizzazioni, istituzioni o associazioni, …anche della Chiesa Cattolica. È un diluvio universale che si abbatte senza sosta ormai da oltre un mese contro “l’arca” del governo Conte.Ha protestato sguaiatamente Boccia di Confindustria, è ha preso posizione il Comitato Episcopale italiano.Continua a divertirci Boeri dell’Inps con la fiaba dei clandestini che pagano la pensioni agli italiani, così come Patuelli presidente dell’Associazione Bancaria italiana, che vorrebbe continuare a speculare in borsa indisturbato, garantito però dai soldi dei risparmiatori. Poi viene Saviano, da Nuova York e tutta una serie di “artisti” falliti… come l’ex Deputata e “Onorevole” Ilona Staller, in arte Cicciolina. Ricordate? Si pure Lei ha protestato contro il taglio dei vitalizi, al pari del Pd e di Forza Italia!  Stamane però ho avuto la sorpresa di apprendere che anche Fabio Cairoli, presidente di Lottomatica Holding ha avuto da dire circa il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo… Desidero spiegarmi bene perché tutti possano comprendere il mio stato d’animo: costui, uno dei beneficiari del suo settore, al quale i governi Monti e Letta hanno condonato decine di miliardi di imposte da pagare, ha avuto il coraggio di asserire che Lottomatica ha bisogno della pubblicità per mantenere alti i suoi introiti. Posso immaginare che lavorando per una società, che fa dell’inganno e del furto di denari altrui la sua missione, non abbia mai avuto una dignità sua, ma in caso contrario è evidente che Cairoli, deve aver perso anche la vergogna e con essa la buona creanza di tacere.Come ho detto in apertura, sdrammatizziamo concludendo con ironia: quando frequentavo le scuole elementari negli anni ’70 a Torino, era normale che i ragazzini durante le lezioni, ricevessero la visita di “delegazioni” di funzionari della San Paolo (istituti bancario torinese) che regalavano libretti di risparmio nominativi con un versamento iniziale di 1000 lire, per avviare gli stessi alla buona abitudine del risparmio; oggi, dobbiamo aspettarci che i nostri ragazzini ricevano prima o poi la visita di qualche galoppino di Lottomatica, per regalare schedine precompilate del superenalotto utili ad avviare questi poveri bambini sulla strada senza ritorno del gioco d’azzardo?Vergognatevi, …ipocriti senza dignità, maledetti da Dio e dagli uomini!
Alberto Conterio  - 19.07.2018

Elezioni Comunali 2018

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Lun, 11/06/2018 - 20:58
Elezioni Comunali 2018

San Damiano al Colle : ITALIA REALE 4,5 % voti 

Eletti tre consiglieri :
Giancarla Vicentini,
Sergio Imondi,
Fabio Miotti.

Bravi e congratulazioni al Segretario Regionale per le attività politiche della Lombardia Silvio Caleffi.

L'annuale vergogna della repubblica in parata

Opinioni monarchiche - Sab, 02/06/2018 - 23:41

L'annuale vergogna della repubblica in parataUn 2 giugno da ricordare?
Stamane mi sono destato di buon'ora. Dopo colazione, ho preso la bandiera che arricchisce il mio studio, e l'ho sistemata con riguardo, bene in mostra sul balcone di casa... la leggera brezza mattutina, la pigramente gonfiata. Lo Stemma Sabaudo faceva la sua solita magnifica figura! Questo per me è il 2 giugno ordinario, quando, più per dispetto alla repubblica, che per devozione a Casa Savoia, sento la necessità morale e anche fisica di esporre la bandiera italiana. La bandiera italiana, non quella della repubblica!

Sono Monarchico da sempre e non l’ho mai nascosto a nessuno. Non faccio quindi fatica a scrivere che il due giugno del 1946 rappresenta per me e per i valori di Patria che mi accompagnano, il giorno più buio della nostra storia unitaria.L’amaro calice della retorica che accompagna l’annuale commemorazione, è negli ultimi anni reso ancora più indigesto da ciò viene definita "parata militare". Un tempo riuscivo anche a guardarla, sopportando.Da anni ormai evito questo triste spettacolo:  come ex Ufficiale in congedo del nostro Esercito fa male al cuore dover assistere al penoso "andazzo" dei reparti militari, somigliante più al claudicante incedere dei mercenari ubriachi di rinascimentale memoria. Non è un degrado imputabile alla professionalità e all’addestramento dei nostri magnifici reparti, al contrario. Questo incedere scomposto dipenda dalla scelta di far sfilare un numero esiguo di militari, quindi, in ordine troppo aperto per poter mantenere una formazione "quadrata" come si conviene a delle forze armate degne di questo nome, rappresentanti un Paese con una Storia e una Tradizione militare che trae le sue più antiche origini nelle invincibili legioni romane.Chi non ha avuto esperienza personale di ciò, non può comprendere l'amarezza di vedere uno spettacolo così penoso. Chi invece, ha avuto l’onore e l’orgoglio di servire in armi la Patria , sa bene che solo il contatto gomito a gomito e la minima distanza tra militari delle diverse file che compongono un inquadramento che si muove al passo, può garantire l’esatto allineamento ortogonale e quindi una aspetto visivo perfetto e marziale dello stesso!Lo spettacolo del 2 giugno, negli ultimi invece, lascia non solo parecchio a desiderare, ma anche l’amaro in bocca. Sembra ormai di assistere al passaggio dell’esercito della salvezza, o al raduno provinciale degli Scout. Quest'anno poi, siamo andati oltre... Hanno "sfilato" Sindaci con la sciarpa tricolore come un branco di pecore al pascolo,associazioni varie, ed altro ancora. Una vera fiera paesana!Poi, l'insulto di vedere sfilare i reparti storici con le divise e le insegne taroccate, censurate. Epurate dei simboli monarchici dai gradi, dalle mostrine ecc.. I commentatori , che dovrebbero essere allontanati dal nostro Paese a vita per l'ignoranza dimostrata, hanno avuto il coraggio di annunciare "le bandiere dei reggimenti storici"... peccato che quelle bandiere di storico non avevano nulla... erano semplici stracci della repubblica. Sono così riusciti a falsificare la storia per non offendere la repubblica e contemporaneamente ad insultare tutti coloro che hanno combattuto e sono morti gridando Savoia!!! La rabbia irrefrenabile mi ha fatto venire in mente i tagliagole dell'ISIS, che alcuni anni fa, al culmine della loro arroganza criminale, demolivano i monumenti storici con la dinamite per occultare il tempo prima di Maometto. Ricordate?Ecco una immagine nuova di questa repubblichetta da avanspettacolo... Istituzioni con lo stesso modo di pensare e agire dell'ISIS! E sarà per questo forse, che siamo così accoglienti con i clandestini musulmani! Concludo fotografando l'insopportabile visione del Senatore Mattarella e del suo codazzo di lacchè che negli anni hanno fatto "grande" questa repubblica del malaffare... osannato da una informazione di regime così edulcorata da far rimpiangere il MinCulPol del ventennio. L'eroe "che è riuscito a darci un governo dopo due mesi di lavoro" è stato affermato... a reti unificate, Mediaset più della Rai. Veramente uno spettacolo ignobile di bassa propaganda ideologica. E mi fermo qui per evitare d'essere denunziato! Purtroppo la maggioranza quasi assoluta della gente presente e dei telespettatori, ha applaudito soddisfatta. Gente lobotomizzata da decenni di bugie, inganni e falsità, che non si accorge più di nulla perché "creata" così, senza memoria storica. Come coloro che avevano promosso la modifica della Costituzione nel 2016, senza riuscirci, e che in questi giorni hanno manifestato "in sua difesa". Senza memoria quindi... da applauso!!!E allora applaudiamo con ironia , sperando che il prossimo anno non si faccia sfilare assieme al bestiario visto oggi i colorati rappresentanti del Gay Pride! Lato positivo? Uno soltanto: non aver più dovuto sopportare la vista di Grasso e Boldrini con i loro ghigni insultanti! Voto finale: 4 per la coreografia, 3 in esecuzione, 9 e mezzo per la propaganda! Viva la repubblica!!!
Alberto Conterio - 02.06.2018

Frazione Balma: Contro la festa della truffa e dell'inganno

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Sab, 02/06/2018 - 09:06
Frazione Balma: Contro la festa della truffa e dell'inganno: Per combattere ogni truffa e ogni inganno, ricordare il 2 giugno 1946 è un dovere morale per ogni vero italiano. Quindi l'augurio che...

Frazione Balma: Contro la festa della truffa e dell'inganno

Opinioni monarchiche - Sab, 02/06/2018 - 09:06
Frazione Balma: Contro la festa della truffa e dell'inganno: Per combattere ogni truffa e ogni inganno, ricordare il 2 giugno 1946 è un dovere morale per ogni vero italiano. Quindi l'augurio che...

Qualcosa di immensamente positivo ed attuale

Opinioni monarchiche - Mer, 30/05/2018 - 21:54

Monarchica oggiQualcosa di immensamente positivo ed attuale
L’occasione del matrimonio di Harry e Meghan del 19 maggio scorso, ci fornisce una magnifica occasione per parlare non tanto di Monarchia, quanto piuttosto di monarchici.
Non c’è dubbio che in Italia sia assai difficile essere monarchici. Per tanti motivi, pregiudizi e incomprensioni. Ma contrariamente a quel che si può credere, il nemico principale del monarchico oggi, non è il regime repubblicano o le persone che si definiscono o si sentono repubblicane. Costoro sono per lo più persone inconsapevolmente repubblicane. Vivono la realtà che hanno sempre vissuto senza aver avuto notizia di una realtà alternativa. Sono persone che accettano ciò senza fiatare per ignoranza quindi, perché continuamente spinti avanti a suon di slogan come un gregge dalla propaganda. 

Il vero nemico del monarchico è stato, e sarà sempre il monarchico stesso, o meglio di colui che si definisce monarchico. Una persona che con le sue azioni, le sue parole ed il suo stile di vita, arriva a storicizzare il concetto stesso di Monarchia. Lo si è visto mirabilmente impegnato nell’affossare ciò che restava dell’orgoglio monarchico nazionale alla recente traslazione delle salme dei nostri amati Sovrani a Vicoforte, Vittorio Emanuele III ed Elena di Savoia, per un giorno di notorietà.Rppresentanti di una Monarchia legata alla commemorazione del passato, che si illudono, o cercano di illuderci di attualizzarla, presentando la Monarchia come ad un insieme di fatti, notizie e pettegolezzi appartenenti al gossip dei rotocalchi. Amano farsi fotografare con il pennacchio a pranzi, matrimoni e gran balli.
Ecco perché quest’ultimo matrimonio “Reale” è stato un’ottima occasione per smascherare ciò, perché ci ha parlato certamente di gossip, ha mostrato lustrini e cappellini, ha evidenziato una pletora di ipocriti a caccia della notorietà che un invito rappresentava, ma ha anche mostrato a tutto il mondo che la Monarchia, nei Paesi in cui è presente, è anche saldamente legata alle realtà popolari, operaie, contadine e piccolo borghesi.
Erano questi i veri monarchici d’Inghilterra, quelli seduti sui prati, quelli con il cestino da pic nic spalmati di crema solare per non bruciarsi al sole, in attesa di poter guardare per una manciata di secondi la nuova coppia principesca in transito sulla carrozza, nella speranza forse, di poter incrociare il loro sguardo per qualche istante! Sono costoro le fondamenta incrollabili della Monarchia britannica. Una realtà che ogni giorno ramifica e si rafforza nei mercatini rionali, nelle scuole, nelle fabbriche, alla guida dei mezzi pubblici, negli uffici e negli ospedali.
Qualcosa di immensamente positivo ed attuale, tutto il contrario del popolo “monarchico” italiano, in costante calo numerico per infiniti motivi, ma anche e soprattutto a mio parere perché  partecipante al più a qualche salotto bene, ai caffè del centro, alle Sante Messe comandate o ai convegni. Tutte manifestazione, sempre più scelte non sulla base di una idea comune, ma sulla base ad una particolarità d’appartenenza a questo o a quel Principe, a questo o a quel gruppo o organizzazione.È chiaro che presto verremo rinchiusi nei musei di sociologia, e neppure nelle sale principali, ma negli scaffali fuori visita.Non andiamo da nessuna parte in questo modo, perché la gente in questo mondo che cambia ha comunque bisogno di punti di riferimento, e “per fortuna” non sa che farsene delle nostre beghe!
Alberto Conterio - 22.05.2018

CAOS POLITICO MAI VISTO: LA FINE DI UN SISTEMA

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Mer, 30/05/2018 - 21:48
Comunicato Stampa 


CAOS POLITICO MAI VISTO: LA FINE DI UN SISTEMA

La Direzione Nazionale di Italia Reale, udite le relazioni del Presidente Nazionale Avv.Massimo Mallucci e del Segretario Nazionale Dott. Angelo Novellino, ha approvato il seguente comunicato stampa, del quale si chiede la massima diffusione:
1) per quanto riguarda gli scontri tra il Capo dello Stato e la classe politica, i monarchici di Italia Reale ricordano il pensiero e gli insegnamenti dell'indimenticabile costituzionalista Prof. Fausto Cuocolo: "il Presidente della Repubblica ha un ristretto margine di discrezionalità nella scelta del Presidente del Consiglio (mentre non ne ha alcuno nella scelta dei Ministri, formalmente demandata al Presidente del Consiglio), proprio perché Egli dovrà tenere, nel debito conto, le indicazioni che gli vengono date  da parte di coloro che sono gli interpreti della volontà e degli orientamenti del Paese e delle forze politiche rappresentate in Parlamento".
2) i monarchici di Italia Reale esprimono forti dubbi che tra gli obblighi costituzionali vi siano il rispetto da parte dell'Italia dei vincoli europei, euro compreso: il tutto imposto al popolo senza possibilità di scelta.
3) la tutela dei risparmi non viene senz'altro garantita dalle banche centrali e dagli affaristi che speculano sulla crisi italiana.
4) i padroni della politica che hanno costruito una democrazia senza popolo, con sistemi elettorali che hanno privato gli elettori della completa sovranità di scelta si trovano, ora, a fare i conti con un sistema asfittico che non ha più nulla da dire agli italiani.5) i monarchici di Italia Reale ribadiscono con forza la necessità di eleggere, al più presto, una Assemblea Costituente che possa ripensare l'attuale assetto politico-statuale per costruire un'Italia migliore. 
l'addetto stampa Pier Francesco Gaviglio Rouby de Cals

La falsa rivoluzione del 1968

Opinioni monarchiche - Lun, 07/05/2018 - 21:29

La falsa rivoluzione del 1968Cinquantesimo anniversario da non ricordare
Purtroppo quest’anno, ricorre il cinquantesimo anniversario della rivoluzione socio culturale detta del ’68.Il movimento nacque originariamente a metà degli anni sessanta negli Stati Uniti e raggiunse la sua massima virulenza nell'Europa occidentale nel 1968, soprattutto in Francia nel mese di maggio, conosciuto appunto come “Maggio francese”.Inutile girarci intorno o tentare di sminuire questo evento:  fu un taglio netto con l’ordine precostituito precedente. Una linea di demarcazione che separò da quel momento il passato dal futuro.
In tutto ciò, mi sento comunque bene con me stesso. Con tutti i disastri di cui la mia generazione è stata responsabile e testimone, questo fortunatamente, non può esserci attribuito. Aquella data, eravamo ancora dei bambini. Ciò non toglie che le grosse sfide che oggi la nostra stessa generazione è chiamata ad affrontare, quali l’aborto, l’omosessualità, l’agenda gender, l’eutanasia e altre ancora, trovano le loro radici proprio in quel periodo.

Analizzando con attenzione, possiamo affermare che non si può considerare questa rivoluzione, come un movimento della base contro l’ordine costituito del capitale come la si vuol far credere, ma una rivoluzione che ha utilizzato la base per eliminare dall’ordine costituito ciò che era di intralcio allo sviluppo più sfrenato del capitalismo.Fino a quel momento, a partire dalla rivoluzione industriale, le regole del mondo moderno si basavano sullo scontro di classe, come ben specificato con la pubblicazione a Londra, del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels. Nonostante tutto però, anche Marx ed Engels, non erano certo originali, in quanto avevano semplicemente ridefinito i criteri e le denominazioni dello scontro classico tra oppressi ed oppressori.
Con la rivoluzione industriale, questo scontro viene focalizzato tra la classe della borghesia e del proletariato. La borghesia, classe rivoluzionaria per eccellenza a partire dal basso medioevo, si trova proiettata nell'età moderna, dopo aver annientato la struttura economica e politica allora esistente. Un sistema economico ormai inadeguato ed obsoleto al frenetico ritmo dell’industria e del commercio, e si consacra classe dominante a tutti gli effetti, essendo in costante ascesa sociale. Anche il proletariato però, traeva beneficio da ciò. Edizione moderna della vecchia e superata servitù della gleba, grazie al raggruppamento e all’organizzazione stabile delle grandi industrie, acquisisce la cognizione della sua forza organizzandosi in corporazioni e sindacati, aspirando e trovando anch’essa in molti casi un miglioramento delle proprie condizioni di vita. Due classi in lotta, che traevano però origine dalle stesse umili condizioni di partenza, e per questo accomunate dalla stessa morale e dalle stesse regole.
Al contrario, tutti coloro che fino all’avvio della rivoluzione industriale, potevano dirsi grandi e potenti, la grande aristocrazia, i latifondisti, e magnati della finanza, i grandi armatori ecc. presi alla sprovvista da questo fervore, e pur mantenendo i privilegi propri della loro classe, diventano sicuramente meno importanti, per certi versi anche superflui allo sviluppo della società. Uno sviluppo per il quale non provavano necessità e interesse.
La rivoluzione del ’68 insomma, è la rivincita di costoro. La rivoluzione del ’68 è l’emancipazione del grande capitale… per il capitalismo. Un capitalismo assoluto, in cui si possa tornare alla situazione stabile di oppressi ed oppressori di antica memoria, procedendo alla distruzione di ogni valore precedente per azzerare la storia.Non è un caso che il ’68 sia definita, rivoluzione post borghese e post proletaria, perché è contro queste due classi che viene scatenata.
La rivoluzione del ’68 quindi, viene attuata per eliminare tutti i valori del mondo borghese e di conseguenza i valori del mondo proletario, che sono in fondo i valori del buon senso comune:Il matrimonio, la famiglia, lo Stato nazionale, la religione, il lavoro fisso, i diritti sociali di base.
Si avvia nel ’68, la lotta contro l’autorità, in quanto Nazione o confine che limita i mercati; contro il Padre di famiglia che rappresenta l’origine e la storia, per togliere agli individui i punti fissi di riferimento; la lotta contro la stessa famiglia, che rappresenta il nucleo della società organizzata, l’ammortizzatore sociale naturale degli individui, dove nascere e crescere protetti; contro il modello dei diritti dei lavoratori organizzati, quale difesa al lavoro stabile e dignitosamente pagato e infine, la lotta ai valori etici e religiosi, dalla quale le persone traggono il cibo per l’anima, tanto immateriale quanto necessaria a fare la differenza tra persone e bestie.Tutto ciò serve a creare l’uomo nuovo… perfetta pedina senza ricordi, senza valori, senza riserve etiche, facile preda della nuova “religione”: il libero mercato.
Gli slogan urlati di allora, “vietato vietare”, o “godimento individuale illimitato” rappresentano la punta della lancia con la quale il grande capitale opera il sistematico abbattimento delle barriere e delle limitazioni, contribuendo ad allentare prima e distruggere poi il tessuto sociale coeso “del gruppo”, dalla quale le persone, seppur “limitate” traevano beneficio e forza dalla collettività, per varare una società fatta di individui singoli, sicuramente più liberi, ma soli davanti alle avversità del mondo. Guarda caso, in occidente, la finanza, e le multinazionali da allora non hanno più smesso di crescere in dimensioni e forza, arrivando ormai a controllare non solo il mercato, ma le stesse economie e politiche nazionali.
Concludendo, le rievocazioni e le manifestazioni in ricordo di questa sciagura, sono ridicolaggini vergognose di quel residuo di società, che già allora non era in grado di vedere oltre il proprio naso. Persone usate come burattini contro il loro stessi interessi, che oggi rappresentano il passato remoto di un futuro che non avevamo bisogno di cercare. Un futuro che alla luce di quanto oggi succede ha cancellato il vero futuro alla quale aspiravamo per migliorare non solo le nostre condizioni di vita ma la nostra stessa interiorità. Invece di ricordare, sarà bene dimenticare e rivedere totalmente la nostra organizzazione e la nostra società per azzerare il pericolo di dover presto soccombere a tutto e a tutti.
Alberto Conterio - 07.05.2018