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NO al taglio dei parlamentari, SI' al taglio dei privilegi e dei costi della politica

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Ven, 13/03/2020 - 22:05
Comunicato stampa  
NO al taglio dei parlamentari, SI' al taglio dei privilegi e dei costi della politica


I Monarchici di Italia Reale - ha dichiarato L'Avv. Massimo Mallucci, Presidente Nazionale del Partito, in occasione di un'intervista sul prossimo referendum, rilasciata a Facebox-tv - sono schierati per il "NO" ad una riforma che vuole tagliare la voce del Popolo. I Monarchici intendono tagliare i privilegi e le spese folli di una Oligarchia prepotente per restituire al Popolo la propria vera Sovranità. Si battono per tutelare le GARANZIE DEL PARLAMENTO. Non dimenticano la "Marcia sullo Statuto", nell'ottobre del '22. Ieri i carri armati tedeschi, oggi le banche centrali ed i poteri finanziari dei marpioni dell'economia che tende ad imporre sempre più una politica, frutto di "piattaforme" virtuali. Italia Reale intende lanciare la proposta per una elezione di un'Assemblea Costituente, ampiamente rappresentativa, con il suffragio proporzionale per ripensare questo Stato che tende a vedere il Popolo come un'entità astratta e lontana da chiamare a ratificare decisioni già prese. Occorre votare "NO", contro il disegno di un nuovo totalitarismo. Basta con le regioni, ridiamo competenze alla province, accorpandole fino ad un massimo di tre! Basta con le Città metropolitane non elette da nessuno! Basta con gli Assessori, Ministri e Sottosegretari non eletti dal Popolo!  Basta con i Prefetti, delegando competenze e funzioni ai Questori! Basta ai candidati imposti ed inamovibili! Tutta questa costruzione che deve essere demolita costa al Popolo italiano 23 miliardi di Euro l'anno. Italia Reale ricorda le parole del Re Umberto II°, con le quali aveva iniziato il suo breve Regno: "Con la libertà tutto è possibile, senza la libertà tutto è perduto."
L'addetto stampa Pier Francesco Gaviglio Rouby

Vero: le crisi servono...

Opinioni monarchiche - Mer, 11/03/2020 - 22:09

Vero: le crisi servono...Non siamo soli di fronte al mondo, anzi!
Desidero esternare alcune considerazioni sull'attuale crisi epidemiologica attualmente in corso. Questo Virus, per certi versi misterioso, e che non starò a commentare, ci permette di mettere a nudo alcune false certezze del "nostro mondo occidentale".La prima considerazione che occorre fare, e che lo Stato, se potesse ancora svolgere tutte le sue funzioni, non è affatto il carrozzone, soffocante e superato che hanno voluto farci credere negli ultimi trent'anni in nome della competitività e dell'efficienza...  Le persone costrette a casa non vivono d'aria, e gli appelli televisivi di alcuni vip dall'alto dai loro attici, a rispettare i divieti imposti per Decreto , mi fanno francamente abbastanza ridere, perché mentre costoro possono permettersi di vivere di rendita, la normale gente che lavora per vivere avrebbe bisogno SUBITO di aiuti concreti, gli stessi aiuti, che questo Stato depotenziato e senza sovranità monetaria non può più darci al pari delle varie forme di previdenza assicurativa privata, con buona pace degli untori, questi si, che hanno infettato e confuso negli  anni la verità con le fantasie liberiste e di mercato di stampo americano.

La seconda considerazione che desidero fare, riguarda il lavaggio del cervello che da anni eseguono sulle persone circa la stupidaggine che in campo sanitario, il privato è meglio del pubblico. Non c'è bisogno di perdere del tempo per comprendere che la mancanza di posti letto e soprattutto di stazioni di rianimazione, necessarie e disponibili in questi giorni, dipendono esclusivamente dal fatto che, demandare queste al privato non ha portato benefici, vista la loro poca redditività: meglio investire in solarium, o in chirurgia estetica no?Un'altra considerazione che occorre fare, anzi è doveroso fare, riguarda gli "amici" che ci svolazzano intorno come gli avvoltoi su un cadavere: i nostri "fratelli europei" e i nostri "alleati" d'oltre oceano... Dagli Stati Uniti d'America, per ora abbiamo ricevuto alcuni messaggi di sufficienza, alcuni servizi giornalistici (vedi CNN) che definire vergognosi si fa difetto in gentilezza e cortesia e non meno 20-25.000 soldati, giunti per svolgere l'esercitazione Defender  Europe 2020.  Come se in un Paese come il nostro, alle prese con una epidemia virale senza precedenti e che sta paralizzando ogni aspetto della vita e dell'economia della Nazione, la priorità fosse spendere 320 milioni di dollari in una esercitazione militare, per dimostrare quanto siamo bravi a fronteggiare il nemico di sempre: la ragione. Quella ragione che vorrebbe che tra l'Italia e la Russia si potesse finalmente instaurare un rapporto di fiducia e amicizia, evitando frizioni e contrasti per un futuro migliore per tutti! Sul fronte dell'Unione Europea poi, siamo al ridicolo, di aver dovuto richiedere a Bruxelles di poter utilizzare i nostri soldi per far fronte all'emergenza attuale, ricevendo vaghe rassicurazioni di poterlo fare... prossimamente. Nel frattempo, ci sono state chiuse in faccia diverse porte e portoni, per evitare il contagio, dicono. Alla richiesta di semplici mascherine di carta, i "fratelli" europei hanno senza esitazione, risposto picche. Probabilmente per ingraziarsi Christine Lagarde, che non ha esitato a definire in passato, troppi ed inutili gli esosi i "vecchi" italiani, arrivando a dichiarare che la riduzione del loro numero avrebbe sicuramente rafforzato il futuro della moneta unica: l'euro. Ma c'è anche chi, a distanza di oltre un secolo, non fa mistero di continuare a considerarci ancora dei nemici: l'Austria, chiudendo al transito il passo del Brennero!l'Ultima considerazione che voglio fare (ho scritto VOGLIO) riguarda i nostri "veri" nemici, o meglio, quelli che secondo la vulgata di regime devono essere i "nostri nemici", i cinesi...  i cinesi di quel mostro chiamato Cina comunista, nemica dei diritti umani ecc. ecc. bla bla bla... Beh, questi "nemici" dopo aver sconfitto in casa l'invisibile Covid-19, grazie ad uno Stato nella pienezza dei suoi poteri e delle sue prerogative, che ha anteposto il benessere dei cittadini agli interessi dei privati, ha pensato giusto inviarci in aiuto materiale medico, apparecchiature di ventilazione polmonare ed una equipe preparata con l'esperienza recentemente acquisita, senza che gli sia stato richiesto. Devo dire che, in questo caso le parole di Mario Monti, sulla necessità di poter disporre di crisi, per fare un ulteriore passo verso il cambiamento, non mi sembrano affatto criminali come sono: in effetti questa crisi ha del positivo, perché ci ha permesso di capire che tutta la favola del nostro mondo fatto di competitività, di mercato, di più Europa, di meno stato, di assenza di confini e di altre amenità simili, è crollato miseramente davanti ad un piccolo virus invisibile, e che gli amici dichiarati non sempre sono tali. La palese inutilità dell'Unione Europea è stata resa tanto evidente quanto il fatto che come semplici italiani, non siamo soli di fronte al mondo, anzi! Fuori dal'incubo delle regole di Bruxelles e dei suoi burocrati c'è vita, solidarietà, e infinite possibilità anche per un Paese come il nostro.Italiani svegliaaaaa!
Alberto Conterio - 11.03.2020

NO al taglio dei parlamentari

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Sab, 07/03/2020 - 21:37
Comunicato stampa 
 

NO al taglio dei parlamentari, SI' al taglio dei privilegi e dei costi della politica


I Monarchici di Italia Reale - ha dichiarato L'Avv. Massimo Mallucci, Presidente Nazionale del Partito, in occasione di un'intervista sul prossimo referendum, rilasciata a Facebox-tv - sono schierati per il "NO" ad una riforma che vuole tagliare la voce del Popolo. I Monarchici intendono tagliare i privilegi e le spese folli di una Oligarchia prepotente per restituire al Popolo la propria vera Sovranità. Si battono per tutelare le GARANZIE DEL PARLAMENTO. Non dimenticano la "Marcia sullo Statuto", nell'ottobre del '22. Ieri i carri armati tedeschi, oggi le banche centrali ed i poteri finanziari dei marpioni dell'economia che tende ad imporre sempre più una politica, frutto di "piattaforme" virtuali. Italia Reale intende lanciare la proposta per una elezione di un'Assemblea Costituente, ampiamente rappresentativa, con il suffragio proporzionale per ripensare questo Stato che tende a vedere il Popolo come un'entità astratta e lontana da chiamare a ratificare decisioni già prese. Occorre votare "NO", contro il disegno di un nuovo totalitarismo. Basta con le regioni, ridiamo competenze alla province, accorpandole fino ad un massimo di tre! Basta con le Città metropolitane non elette da nessuno! Basta con gli Assessori, Ministri e Sottosegretari non eletti dal Popolo!  Basta con i Prefetti, delegando competenze e funzioni ai Questori! Basta ai candidati imposti ed inamovibili! Tutta questa costruzione che deve essere demolita costa al Popolo italiano 23 miliardi di Euro l'anno. Italia Reale ricorda le parole del Re Umberto II°, con le quali aveva iniziato il suo breve Regno: "Con la libertà tutto è possibile, senza la libertà tutto è perduto."

Per il bene dell’Italia, votiamo NO al referendum del 29 marzo

Opinioni monarchiche - Mer, 04/03/2020 - 20:49

Per il bene dell’Italia, votiamo NO al referendum del 29 marzoNon facciamoci ingannare dai burocrati di Bruxelles, dall’alta finanza internazionale e dal globalismo che tutto vuole controllare e comprare
Il 29 marzo prossimo, si dovrebbe svolgere il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Uso il condizionale, perché chiaramente ancora non sappiamo se il voto sarà in qualche modo rimandato, a causa dell’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia influenzale Covid-19 che ci ha colpiti. Ciò però, non avrebbe dovuto impedire un’adeguata informazione dei cittadini, che, se portati al voto in queste condizioni, potrebbero tranquillamente sembrare pecore condotte al macello!

Ora, visto che il taglio dei parlamentari è uno di quei provvedimenti che servono ad accecare una volta di più la possibilità dei cittadini di guardare dentro alla politica, questo modo di fare informazione, diventa normale e funzionale al risultato che si vuole ottenere. Resta però un fatto vergognoso.Negli anni infatti, abbiamo creato le premesse della disaffezione dei cittadini verso la politica e i politici, abbiamo indotto a pensare che la politica costasse troppo per i servigi offerti, e abbiamo creato nel contempo, la “giusta” soluzione al (falso) problema. Tiriamo le somme… trent’anni di anti-politica e di politici mediocri quando non vergognosi, cittadini indotti a pensare che la politica sia solo uno spreco di danaro pubblico, e una soluzione al problema: la riduzione dei parlamentari con la riduzione di spesa relativa!Meglio essere chiari, anzi chiarissimi… lo scopo, il movente… Era la riduzione dei parlamentari, e l’obiettivo deve essere raggiunto, costi quel che costi, attraverso la favoletta della riduzione della spesa!Per ottenere questo ambito risultato, è quindi meglio che la gente non sia troppo informata e che continui a credere negli slogan costruiti in questi anni. Questo perché, se in tivvù, in una trasmissione qualsiasi, ci fosse un parlamentare credibile (e ve ne sono ancora, tanto a destra che a sinistra) che spiegasse bene alla gente in quale trappola sta per essere calata, il risultato potrebbe non essere così scontato.Quindi che in tivvù ci sia un silenzio tombale su questa faccenda, è perfettamente funzionale al regime, che con questo referendum  intende perpetrare se stesso nel futuro, diminuendo il pericolo di essere scalzato da una nuova classe politica.Il provvedimento infatti, mira a limitare la possibilità che un normale cittadino possa essere eletto deputato o senatore, in quanto i meno posti disponibili in Parlamento saranno meglio gestiti dai partiti, che, con l’attuale sistema di liste bloccate, piazzerebbero con meno fatica d’oggi, la solita la gente di fiducia. Il numero minore di parlamentari poi, comporterebbe per i partiti ed i poteri oscuri che li controllano un vantaggio nel controllo degli stessi. Parliamoci chiaro, se avessimo davvero voluto risparmiare sui costi della politica, sarebbe bastato tagliare gli stipendi ai signori deputati e senatori, non era mica necessario tagliare la rappresentatività parlamentare; perché è questa che verrà tagliata il 29 marzo, la rappresentatività… cioè la garanzia democratica che tutti i cittadini, possano avere un rappresentate fidato seduto in Parlamento.E allora se vogliamo dare una mano agli oscuri burocrati di Bruxelles, all’alta finanza internazionale, al globalismo arrembante che tutto vuole controllare e comprare, il 29 marzo, rechiamoci alle urne e facciamoci guidare la mano… se al contrario teniamo alla nostra Patria, alle nostre libertà, alla possibilità d’essere noi, in futuro a guidare questa Nazione, non facciamoci fregare ancora una volta e rigettiamo questo referendum vergognoso: la riduzione dei Parlamentari NON DEVE PASSARE!
Alberto Conterio - 04.03.2020

Combinazioni o catena di combinazioni sospette?

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:24

Combinazioni o catena di combinazioni sospette?Dalla Cina all’Italia, un virus provvidenziale e utilissimo…
Che la guerra commerciale in atto tra Cina e Stati Uniti d’America dovesse passare prima o poi ad un altro livello, era prevedibile, e pare che la Cina questa volta abbia incassato un colpo durissimo. Appare subito chiaro che gli oltre due secoli di esperienza americana nell’ordire trucchi a livello internazionale per ottenere o mantenere “diritti” e privilegi in giro per il mondo hanno fatto la differenza. I Cinesi, colpiti da una strana forma influenzale quest’anno, non cresceranno economicamente e dovranno sedere a tutti i tavoli di trattativa, in condizione di inferiorità. La stessa inferiorità che, ormai da qualche anno, era propria degli Stati Uniti d’America, quando non potendo utilizzare il suo arsenale bellico era costretta a trattare da pari ai tavoli internazionali.

Con un tempismo perfetto, quella che avrebbe dovuto e potuto essere una normale forma influenzale, è divenuta quasi pandemia grazie al furore mediatico mondiale, ma soprattutto occidentale. Credo che sia un dato di fatto acclarato, che il risalto mediatico ottenuto, abbia messo addosso alla Cina, una pressione tale sulle autorità cinesi, affinché agissero in modo irrazionale ad una minaccia altrimenti riconducibile o quasi, a normali patologie di stagione. Cadute nel tranello, le istituzioni cinesi, attuando misure speciali, hanno così a loro volta confermato una eccezionalità del virus, chiudendo un circolo vizioso di straordinarietà: notizia - provvedimento -  notizia e così via, ogni volta al rialzo, fino a provocare nell’opinione pubblica terrore, quindi caos. Lo stesso caos che viene sempre in aiuto al potere, quando messo in difficoltà.Ora la Cina è in ginocchio, e in ginocchio stanno per finire tutta una serie di nazioni che troppo allegramente negli anni passati, hanno delegato a questo colosso economico, la propria stessa sopravvivenza materiale, attraverso l’importazione di ogni cosa, a basso costo, e ad alto profitto!Ma non finisce qui, perché come recita un antico proverbio, “l’appetito vien mangiando” e cercherò di spiegare ciò, allineando altri fatti, a questo principale che ci portano a considerare sospette, alcune combinazioni.Prendiamo ad esempio l’Iran:  sappiamo che dopo la Cina, questa nazione, è il secondo problema mondiale degli Stati Uniti d’America. La sua posizione geografica al centro tra Medio oriente ed Asia lo fanno diventare di estrema importanza geopolitica per fermare l’avanzata verso ovest dell’imponente progetto infrastrutturale della “Nuova via della seta cinese”. Scartata l’ipotesi militare per le ripercussioni internazionali e per la dura resistenza che questo Paese sicuramente potrebbe opporre proprio sul piano militare (l’Iran non è una potenza di terzo o quarto livello senza mezzi tecnologici, ma una potenza regionale preparata) scatta l’opzione B. Guarda caso, l’Iran è l’unico (ad oggi) Paese di quella zona con alto numero di contagiati Covid-19. Anche in questo caso, l’informazione Mainstream, non parla d’altro. Riflettiamo: ma se l’Iran è sottoposto ad embargo praticamente totale di merci e persone da e per l’estero, come ha fatto questo virus a colpire solo il suo territorio e non quello del Pakistan ad esempio o l’Afghanistan o l’Iraq. Curioso vero? …ma andiamo avanti, perché le curiosità non sono finite! Venerdì 14 febbraio, il primo caso di infezione accertato in Italia, e subito la notizia rimbalza su ogni mezzo di informazione mondiale, ma soprattutto occidentale. Il rumore mediatico appare da subito sproporzionato all’entità del fatto. Codogno in provincia di Milano diventa la località più conosciuta al mondo nel giro di qualche ora. Ma nei giorni seguenti, alla scoperta di ogni nuovo infetto, l’informazione diventa insostenibile. Si tratta di un vero e proprio cannoneggiamento, un bombardamento mediatico. Scriviamo per inciso che in Italia si sono riscontrati per ora 650 persone affette da questo virus, per il semplice fatto, che in pochissimo tempo sono stati effettuati controlli su un numero importante di soggetti, cosa che alla stessa data, non sono ancora stati effettuati in Francia e in Germania. Appare chiaro, che, mettendo la testa sotto alla sabbia difficilmente si potrà individuare dei malati. Ma anche qui occorrerebbe riportare la gravità della situazione ad un livello normale di attenzione:In Italia ad esempio, i virus influenzali causano all’incirca 300-400 morti ogni anno, con circa 200 morti per polmonite virale primaria. A spiegarlo è il Virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore all’Università degli Studi di Milano. "A seconda delle stime dei diversi studi, vanno poi aggiunti tra le 4 mila e le 10 mila morti “indirette”, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza".I virus influenzali possono infatti creare delle complicazioni, soprattutto in adulti e bambini con malattie gravi, persone con più di 65 anni, donne in gravidanza e alcune categorie professionali, come gli operatori sanitari, che lavorano in ambiente ad alto rischio.In generale, spiega l’Iss (Istituto Superiore di sanità) si stima comunque che il tasso di letalità dell’influenza stagionale (ossia il rapporto tra morti e contagiati) sia inferiore all’uno per mille. E forse questo è l’unico valore anomalo che possiamo riscontrare con il virus del Covid-19, in quanto per ora il tasso di mortalità si tiene ben più alto, ma occorre dire, che mentre scriviamo, le capacità di cura stanno evolvendo, andando sicuramente ad abbassare questo valore, che andrà letto e valutato solo alla fine.Per ora resta il disagio di un isolamento internazionale, economico e politico che difficilmente si risolverà in poco tempo, e che avrà importanti ricadute. Ciò si fa curioso quando si ricorda che l’Italia, guarda caso, era anch’essa interessata dal progetto epocale della “Nuova via della seta cinese” come uno dei terminal finali in Europa. Detto questo, uno più uno, fa sempre due. Ma non basta ancora, perché la situazione venutasi a creare, non sembrava vera ai Tedeschi. Questi in chiara  in difficoltà recessiva (mezza nascosa dai soliti mercenari dell’informazione) hanno voluto tentare la spalata finale all’odiata Italia in campo economico. Così stamane 28 febbraio la notizia che la Grecia, cioè il protettorato tedesco di Grecia,  ha richiesto per importare con tranquillità le forme di Grana Padano, un bollino “Virus free” che certifichi l’assenza di infezione. E’ chiaro che le capacità di importazioni greche del nostro formaggio non ci impensieriscano oltremodo, ma questo fatto è servito ancora una volta, a sollevare l’attenzione dei media, che prontamente hanno dato fiato alle trombe della propaganda. Siamo certi che questa richiesta sarà presto replicata da partener commerciali ben più importanti dando l’avvio a problemi gravi sul piano economico che difficilmente potranno essere risolti senza il fallimento di migliaia di altre aziende italiane.Il bollino “Virus free” sulle forme di formaggio, sembra una barzelletta, eppure è accertata, nonostante sia risputo che i virus in generale, e il Covid-19 sembra non fare eccezione, resistono attivi su una superfice fuori da un corpo umano non più di 4 o 5 giorni, quindi un tempo ben inferiore a quello dovuto al trasporto e alla consegna di questa merce, non solo in Grecia! E allora quale può essere lo scopo di questa richiesta assurda e totalmente fuori luogo, se non creare ad arte una difficoltà ulteriore alla nostra economia? E perché questo? Perché è chiaro che l’attuale esecutivo ha le ore contate per i suoi problemi interni dovuti alle diverse visioni politiche tra Pd e M5S. Ed è chiaro pure che se dovesse questo governo cadere, Mattarella pur recalcitrante  dovrebbe “concedere” nuove elezioni, con il risultato di veder tornare al governo forze politiche non proprio favorevoli all’Unione Europea e alle attuali politiche iper liberiste… e allora, se si riesce a creare il giusto grado di crisi, si potrebbe ritentare come fatto nel 2011, un ben governo “tecnico” di “unità nazionale” composto dai soliti lacchè, camerieri e schifosi criminali al soldo di Bruxelles. Ecco a cosa serve il Covid-19 e il bollino “virus free”!Vigiliamo con attenzione cari lettori, e spero di essermi sbagliato. 
Alberto Conterio - 28.02.2020

Dialogo interreligioso e Chiesa Cattolica

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:20

Dialogo interreligioso e Chiesa CattolicaUn inutile spreco di tempo ed energia senza un ritorno valoriale
Scrivo con rammarico che il caos presente in Vaticano, ampliatosi recentemente dopo il sinodo panamazzonico  di ottobre, mi spaventa parecchio. Devo premettere che non sono mai stato un praticante assiduo, ma con il passare degli anni, la mia religiosità è cambiata. Dall’indifferenza data da una pratica davvero relativa, sono passato al rispetto attivo della tradizione cattolica. Continuo a non sentirmi un buon Cattolico, ma ho preso coscienza di ciò che era e che dovrebbe essere la nostra religione, nel rispetto appunto, di chi pratica davvero e vive da vero cristiano.In questa veste ho affrontato un dialogo con una “amico” turco di religione islamica, che conosco ormai da anni, con cui ho contatti quasi quotidiani per questioni di lavoro.Devo dire che abbiamo sempre parlato di ogni argomento, evitando forse per reciproco rispetto di esplorare la sfera religiosa di appartenenza. Così quando questa volta, sono stato pungolato religiosamente sull’argomento emigrazione, non ho evitato il “contatto”, anzi, ho forzato la mano proprio per arrivare allo scontro sull’argomento, che, ritengo dovesse essere trattato. Il discorso è partito da una constatazione di Memed che collegava il grande afflusso di emigranti dall’africa sub sahariana verso la Turchia (in transito) e poi verso l’Europa, un fenomeno molto mal considerato dalla popolazione Turca in genere, alla necessità di un vero dialogo interreligioso che servisse a mitigare le differenze tra i diversi credenti per facilitare l’integrazione di questi nei Paesi di attraversamento e nei Paesi ospitanti. Devo confessare che la parola dialogo mi ha fortemente irritato, perché noi occidentali, almeno i pochi che ancora ragionano autonomamente, abbiamo ben presente cosa ciò voglia dire nella realtà. Non è mai un dialogo, ma sempre e soltanto un processo di netta sottomissione… del nostro pensiero cristiano a qualsiasi interlocutore. Ciò è un dato di fatto e su questa “trincea” mi sono arroccato a difesa rispondendo con educazione e fermezza, ed esponendo  la mia opinione in merito.Riassumendo, ho creduto opportuno dichiararmi contrario al dialogo interreligioso. Penso che sia un errore. Un errore anche grave, soprattutto tra persone credenti in religioni differenti. Ora, se io credo nella mia religione Cattolica, perché ne rispetto la dottrina e i suoi dogmi, dovrei, essere sicuro e certo che la mia appunto, è l’unica vera religione. In ragione di questo assunto, come posso dialogare sullo stesso piano e con la stessa dignità con un credente di un’altra fede? Se abbiamo detto che la nostra è l’unica religione, posso io dialogare con chi non crede in essa. Sarebbe come dialogare con chi non crede in nulla, e quindi con persona che non può comprendermi.È infatti come ho scritto in premessa, quando ciò avviene, non si tratta mai di un dialogo, ma di un falso dialogo, dove i cristiani in genere vestono i panni di coloro che necessariamente devono soccombere o adattarsi.E ciò succede, perché è ormai una consuetudine credere che il buon cristiano, soprattutto il buon Cattolico, debba porgere l’altra guancia e che l’amore di Dio abbraccia tutti gli uomini sulla terra, e che tutti gli uomini sono uguali. Nulla di più odiosamente errato, così come credere giusto e corretto che la Chiesa Cattolica debba adeguarsi ai tempi moderni, un “dogma” addirittura superato dall’attuale pontefice, che lo vede attivo artefice di questo nuovo corso storico in avanguardia al mutamento della stessa società.Se il problema è quello di riempire le Chiese, mi chiedo come mai non si propongano dei concerti Rock la domenica, invece della Santa Messa. Ma pare che anche questa corsa al modernismo, al liberalismo, al permissivismo non porti i risultati voluti, perché oggi, nulla basta più; con la confusione che viviamo e la mancanza di valori, riportare le masse in Chiesa è quasi impossibile. Anzi questo modo di fare ha irritato e non poco, coloro che ancora frequentano assiduamente la Casa di Dio, perché non si riconoscono più in questa “nuova” dottrina!E non è una mia impressione, ma un dato oggettivo. Papa Francesco ha dimostrato un’attenzione viscerale per la “Madre Terra” e l’accoglienza delle masse migratorie. Nei suoi scontatissimi sarmoni, difficilmente ci parla di Dio, preferisce invece parlarci e mostrarci  una chiesa organizzata come un ente internazionale neoumanista che si adopera a sostenere le ideologie del momento… ambiente, immigrazione, multiculturalismo, meticciato. Altro che la Chiesa missionaria e portatrice di conversioni a Cristo di antica memoria in cui i cristiani si riconoscevano.Scusatemi, ma sono rimasto terribilmente attaccato a Papa Benedetto XVI, che in ogni suo discorso e ogni omelia ti stupiva con la forza del suo ragionamento, mai banale, mai ovvio, mai inutile ma sempre propedeutico a favorire un ulteriore ragionamento, in un circolo virtuoso verso l’assoluto. E la gente in Piazza San Pietro e alla sala Nervi  si accalcava per acculturarsi. Sue sono le parole che il Cattolicesimo dovrebbe scolpire sui portali di ogni Chiesa: “Il pastore ha bisogno del bastone contro le bestie selvatiche che vogliono irrompere tra il gregge; contro i briganti che cercano il loro bottino. Anche la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori contro gli orientamenti che sono, in realtà disorientamenti… Non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede” Parole profetiche pronunciate nel giugno 2010!Concludendo l’amico Turco non l’ho perso, siamo rimasti in ottimi rapporti, e sono certo che questi temi non saranno più “toccati” a cuor leggero durante i nostri incontri. Spero altresì che Mened sia tornato nella sua terra con la nuova esperienza fatta: la coscienza che in occidente non tutti si sono piegati al nuovo corso storico che ci vuole tutti uguali, tutti d’accordo e tutti privi di cultura e identità storica. Voglio credere che sia tornato a casa con la certezza che nel loro piccolo, almeno in Italia ci sono ancora persone che resistono con orgoglio al disfacimento del mondo che abbiamo conosciuto.
Alberto Conterio - 15.02.2020

Incidente al Frecciarossa

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:19

Incidente al FrecciarossaTreni che si muovono a 300 km/h soggetti al rischio fattore umano?
L’incidente capitato giovedì 6 febbraio 2020, presso Ospedaletto Lodigiano al Treno Frecciarossa 9595 Milano – Salerno e costato la vita a due macchinisti più 31 persone ferite tra i passeggeri, mi costringe a dover di nuovo affrontare l’argomento sicurezza dei trasporti nazionali: siano esse strade o ferrovie.  Per ora l’unica certezza sembra l’attribuzione delle responsabilità alla squadra di 5 manutentori che alcune ore prima dell’incidente hanno lavorato sullo scambio incriminato, lasciandolo, pare, in posizione non idonea al transito del convoglio veloce. Naturalmente, i rottami del treno non si erano ancora fermati nella corsa scomposta dopo il deragliamento, che, il ballo formato da Procuratore, Pubblico Ministero, Periti, Contro-periti, e Commissioni d’inchiesta varie avevano già cominciato a roteare sulla pista sulle note del solito caos. Specchio dei tempi che viviamo ogni qual volta si debba fronteggiare una emergenza o una problematica.  Sarà la Magistratura a verificare le reali responsabilità al termine delle indagini, e non desidero certo sostituirmi a loro, ma un commento in generale su questo fatto, occorre pur farlo…  Quand’ero bambino, e, abitavo nei pressi di una piccola stazioncina sulla linea secondaria Torino - Lanzo alle porte di Torino, rione Madonna di Campagna, il Capostazione, che lavorava e allo stesso tempo abitava con la sua famiglia in quella stazione, quando era presente una fitta nebbia (al tempo capitava davvero spesso) era costretto ad uscire di notte con un lumino a petrolio, per recarsi a verificare la chiusura delle sbarre dei passaggi a al livello di sua competenza, in quanto on era dotato di altri meccanismi di controllo… passano cinquant’anni e più, per accorgersi che nonostante la pubblicità, gli ingenti investimenti pubblici e i lauti stipendi di Amministratori Delegati e Dirigenti vari, siamo ancora ai controlli a vista, al rischio “errore umano”, alla presenza sui treni dei macchinisti.Mi chiedo se 50 anni sono passati per nulla… Poi, per carità, diamo pure la colpa agli operai che hanno lavorato sulla linea. Non fosse mai che le responsabilità debbano ricadere su chi guadagna 25.000 o 30.000 euro mensili… e che forse, avrebbero dovuto programmare/prevedere un sistema di controllo a prova di scimmia. Ma sono dei dettagli! Benvenuti nel nuovo mondo del progresso e delle privatizzazioni!
Alberto Conterio - 11.02.2020

Un’idea rivoluzionaria di Monarchia…

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:19

Un’idea rivoluzionaria di Monarchia…Non un inutile arbitro, ma un attivo giudice…
Essere e sentirsi italiani di questi tempi, può portare alla pazzia, e vorrei che tutti ci soffermassimo per un attimo a ripensare agli ultimi mesi di accadimenti politici nel nostro Paese.Quando l’estate passata assistiamo alla crisi del governo Lega - M5S e alla caduta del governo, non uno di noi avrebbe mai potuto sospettare che non si sarebbe andati alle urne. Nello stupore generale invece, il presidente della repubblica accantona subito questa opzione e appoggia un accordo di palazzo tra M5S e il Pd, che ricordiamo, negli ultimi tre anni, ha perso ogni appuntamento elettorale nazionale ed europeo, riuscendo a stento a difendere la cittadella rossa dell’Emilia Romagna, nelle elezioni amministrative di questo gennaio 2020. Per questo governo fantoccio, che piace solo a Bruxelles e all’alta finanza, e che non gode dell’appoggio popolare - “sardine” e Vaticano a parte - tutti o quasi tutti hanno gridato allo scandalo, alla truffa, al calpestio della costituzione. Tutti o quasi tutti abbiamo sbagliato. Purtroppo è tutto legale. Sembra un controsenso vero? Eppure tutto si è svolto in ottemperanza al dettato costituzionale.
Su Italia Reale di Gennaio Febbraio, avevo già fatto accenno al grado di degenerazione che la democrazia ha raggiunto, e questa dinamica di eventi, conferma ciò, una vota di più. I tre poteri sulla quale si fonda la nostra costituzione, Legislativo, Esecutivo e Giudiziario, sono ormai insufficienti a garantire un livello minimo e accettabile di democrazia in questo Paese.
E allora guardiamoci allo specchio, se davvero aspirassimo ad instaurare in Italia una Monarchia “democratica” del tipo presente nei paesi nordici dell’Europa, credo che potremmo tranquillamente dedicarci ad un altro passatempo. Personalmente non credo più alle fiabe.Proprio sulla base di quanto è successo negli ultimi 12 mesi, ritengo non sia più conveniente spendere il nostro tempo per questo tipo di “progetto”, che definisco minimalista e politicamente corretto.Con l’attuale modello di società mondialista, che prende sempre maggior piede nel mondo, avere anche in Italia una monarchia “democratica”, cioè una specie di soprammobile decorativo, sarebbe per me qualche cosa di insultante, privo di ogni ragion d'essere.
Mi piacerebbe invece che, si esplorasse almeno la possibilità di concepire una visione più coraggiosa e “rivoluzionaria” della monarchia. Mi appello quindi ai giovani di Italia Reale, che rappresentano non solo il futuro del Partito, ma il futuro della nostra Patria: Voi che avete il tempo anagrafico di poter operare a lungo periodo, potreste e dovreste a mio avviso essere capaci di maggior originalità, concependo una nuova dottrina che sappia contrastare il nuovo mondo globalista che si sta affermando.
Giovannino Guareschi, l’aveva capito in tempi non sospetti diremmo oggi… fu lui a scrivere:“penso che le Monarchie siano tutte destinate a scomparire non perché siano superate o perché i popoli non le vogliano, ma perché nessuno vuole più fare il re”  e aveva ragione…
Molti di Voi non sanno che in Belgio, solo qualche anno fa, il Sovrano, per non firmare la legge che voleva legalizzare l’aborto nel suo regno, si è dichiarato “ammalato” per farsi sostituire nelle sue prerogative il tempo necessario a lavarsi le mani e la coscienza.  Ecco, per me costui non è stato un Sovrano o un esempio. Costui, è stato un ipocrita, uno dei tanti di questo mondialismo arrembante!
Se il mondo si muovesse ancora su binari “normali” dove tutte le forze in campo attingono da comuni valori con lealtà, il fatto che un Sovrano regni soltanto, facendo da simbolo dell’unità nazionale, potrebbe pure bastarci. Insomma, potrebbe bastarci che la monarchia svolgesse un ruolo esclusivamente cosmetico.Ma sappiamo che non è così neppure in quei Paesi come il Regno Unito, dove la Monarchia è ancora radicatissima. Guardiamo alla Storia: dalla rivoluzione francese in poi, il pensiero si divide… c’è chi pensa con lealtà a battere un avversario sul piano delle idee e degli argomenti (gli ingenui) e c’è chi invece pensa ad annientare il nemico tout court, insensibile a qualsiasi altro valore, e tra essi possiamo annoverare tutti coloro che considerano la monarchia un orpello da abbattere. E allora desideriamo scendere al loro livello, pensando di uscire vittoriosi nel corso di un processo democratico? Abbiamo visto come funziona oggi la democrazia… gli ultimi sondaggi sull’umore della gente parla di un buon 61% di contrari all’attuale esecutivo a trazione Pd… ma il presidente della repubblica ha preferito voltarsi dall’altra parte! Così ha fatto l’informazione, che in questo contesto, a mio parere, ha la responsabilità maggiore.
Noi oggi, non abbiamo nessuna speranza di prevalere democraticamente sui nostri avversari, e non l’avemmo mai una speranza neppure se da oggi potessimo contare su 25 anni di pace mediatica e corretta divulgazione delle informazioni e della storia passata, perché non sarebbe sufficiente questo tempo a ricostruire un cultura basata sui valori necessari.Quindi a mio giudizio è diventato davvero sterile continuare a parlare di politica all’interno di questo spazio “democratico”. Dovremmo guardare avanti. Ed ecco perché mi appello ai giovani, perché sono naturalmente predisposti ad un maggior coraggio. Il coraggio necessario a proporre qualche cosa di nuovo, qualcosa che non passi inosservato, e che faccia colpo sulla buona gente comune. Quella gente che ancora oggi sopravvive basandosi sui valori del buon senso di un tempo e che si sente abbandonata a se stessa e senza un orizzonte.
Credo che nel disordine attuale, sia urgente promuovere una formula diversa di democrazia, perché è evidente che questa democrazia non è più utile, anzi diventa spesso dannosa per il popolo.Noi che non abbiamo interessi nell’attuale sistema, dovremmo avere il coraggio di proporre un’idea “rivoluzionaria” di monarchia. Una monarchia che guardi alla democrazia in funzione di “quarto potere” dello Stato, dopo i noti poteri assegnati dalla costituzione: legislativo, giudiziario ed esecutivo. Una Monarchia che abbia quindi il potere di mettere ordine tra le idee divergenti dei partiti, dando linee guida imprescindibili alla politica, ogni qual volta se ne senta la necessità per assicurare non solo la volontà popolare, ma soprattutto, al netto del condizionamento mediatico, l’interesse popolare. Ciò per me diventa fondamentale in una società come la nostra occidentale, dove tutta l’informazione viene continuamente edulcorata, e quindi viene ad essere edulcorato lo stesso comune sentire.
Non si tratta quindi di voler tornare ad una Monarchia assoluta, …che sappiamo superata dalla storia, ma di pensare ad una nuova monarchia che sappia mettere freno all’attuale degenerazione della democrazia nell’interesse della gente e delle loro libertà. Non più una monarchia a guardia delle regole (per quello basta e avanza un oscuro funzionario qualsiasi che faccia da presidente), ma una monarchia che utilizzando le regole che la nuova costituzione le assegnerà, sappia indicare e aprire la strada in difesa dell’interesse popolare.  Non un passo indietro insomma, ma un deciso passo avanti in favore del popolo! Ancora una volta in favore del popolo, come è sempre accaduto in passato per Casa Savoia a partire da Umberto Biancamano.
Concludendo, quando pensiamo ad avere un Re al Quirinale, dobbiamo pensare di accompagnarlo rivedendo il concetto stesso di costituzionalismo. La Corona che dovremmo proporre, dovrebbe avere il diritto e il dovere di intervenire, quando necessario e che rappresenti un attivo giudice delle politiche del governo. Non come succede oggi, l’inutile arbitro di regole che vengono spessissimo aggirate legalmente per interessi terzi!E se così fosse, ancora una volta, la figura del Sovrano si ergerebbe al di sopra di qualsiasi altro interesse, e sarebbe incontestabile, perché la sua azione, super partes  legherebbe a doppio spago l’interesse della Corona all’interesse del popolo.Maggiore sarà la soddisfazione popolare infatti, maggiore sarà la solidità della Corona.Ci vogliamo pensare?
Alberto Conterio - 10.02.2020

“Noi amiamo l’Europa ma noi odiamo l’Unione Europea”

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:18

“Noi amiamo l’Europa ma noi odiamo l’Unione Europea”Discorso di addio di Nagel Farage al Parlamento Europeo: “E’ una struttura non accettabile perché non rende conto agli elettori”
Il discorso d’addio di Nigel Farage al Parlamento europeo – con il quale ha salutato l’Unione poco prima che il fatto fosse ufficiale, non è stato come molti potevano pensare un semplice sfottò. Al contrario, è stato un capolavoro di orazione. Il più famoso e stimato politico britannico da sempre schierato contro l’Unione Europea e la moneta unica ha voluto a modo suo condensare in quattro minuti (quello il tempo concesso in aula) tutta una serie di argomenti e di spunti critici che dovrebbero far pensare non solo chi l’ha sempre ammirato per la forza il coraggio e la lungimiranza politica dimostrata in più di vent’anni di battaglia contro le istituzioni europee, ma soprattutto i suoi detrattori e più acerrimi avversari, cioè chi ha sempre creduto, e ancora crede, alla prospettiva di una integrazione libera e democratica fra gli Stati del vecchio continente.
Con il suo fare divenuto un vero e proprio stile, ha esordito con forza saltellando tra le parole, facendo presente che: “I miei genitori avevano aderito con entusiasmo al mercato comune, ma che non avevano chiesto una nuova bandiera, un nuovo inno e altri presidenti. Le prime forme di cooperazione rafforzata tra gli Stati europei datano 1951 e 1957 (trattati di Parigi e di Roma) e si connotano per l’istituzione di una “comunità” europea del carbone e dell’acciaio e di una “comunità” economica europea (Cee). Si trattava di accordi intelligenti e lungimiranti”
Farage quindi non è contro a prescindere, ma difende la prima forma di “comunitarismo” interstatuale che aveva un senso e che funzionava perché pensata per aiutare le economie dei Paesi. Quindi trattati che si muovevano su un piano “economico”, non “politico”.Poi Nigel Farage passa alla storia, asserendo che la Comunità Economica Europea era la pratica traduzione del monito dell’economista liberale francese Frédéric Bastiat: “dove non passano le merci, passano i cannoni”. “La Cee, non pretendeva, l’impossibile dai popoli, vale a dire la fusione a freddo di nazioni troppo diverse per diventare una cosa sola. Moltissimi europei, singoli cittadini e interi popoli, hanno inizialmente aderito con entusiasmo a questo progetto proprio perché non intaccava la loro indipendenza e autonomia nazionale.”Ma questo spirito è stato tradito dagli eventi successivi afferma il politico inglese: “Il tradimento è consistito nell’aver traghettato gli europei da quel disegno (comunitario e di matrice economica) a uno del tutto diverso (unionista e di matrice politica) dove si è preteso di imporre un presidente, una bandiera, un inno a persone e a nazioni che già ne avevano di propri senza desiderarne, né averne mai desiderati di nuovi.” E dai banchi dietro la sua postazione si levano applausi ed incitamenti dei colleghi britannici in aula…Farage prosegue, poi, con un’annotazione sul sedicente processo democratico con cui si è arrivati a questa Unione: “Nel 2005 ho visto la Costituzione scritta da Giscard d’Estaing e da altri, l’ho vista bocciata dai francesi in un referendum e poi l’ho vista bocciata dagli olandesi in un referendum e ho visto voi in queste istituzioni ignorarli, riportarla nella forma del Trattato di Lisbona e vantarvi di averla fatta passare senza referendum”. Anche in questo caso, chi può negarlo? La marcata tendenza delle élite europee a portare avanti la missione integrazionista a dispetto delle manifestate volontà popolari non è un’opinione, ma un dato di fatto” .E a questo punto il suo discorso fa un salto ulteriore di qualità, quando pone la domanda che tutti noi avremmo dovuto porci già molti anni fa, se non fossimo stati ingannati da una informazione malata e da politici venduti. Una domanda che oggi forse, suona drammaticamente tardiva: “Cosa vogliamo dall’Europa? Se vogliamo commercio, amicizia, collaborazione, reciprocità non abbiamo bisogno di una Commissione europea, non abbiamo bisogno della Corte europea di giustizia, non abbiamo bisogno di tutte queste istituzioni e di tutto questo potere”. Come dargli torto ancora una volta? Magico Farage un gigante tra i burattini… e poi tuona: “L’Unione attuale è un “termitaio” di burocrati il cui vertice pianifica i bilanci dei singoli stati di semestre in semestre; e lo fa con una ossessione patologica per le virgole e i decimali. Ancora una volta, non è ciò che gli europei, e i loro padri nobili, avevano in mente quando pensarono al futuro dei propri paesi.” Poi Nigel esclama: “Noi adoriamo l’Europa, ma odiamo l’Unione europea, una struttura non accettabile perché non rende conto agli elettori”. E in questa affermazione c’è tutta la forza e la verità di una persona che è si felice del risultato raggiunto, ma è anche triste di dover far notare che il progetto europeo è fallito. Questa è una verità in grado di spazzare via il dubbio più grande: l’idea cioè, che gli euro-contrari, i populisti e i sovranisti, debbano essere tutti necessariamente dei nazionalisti ottusi, poco istruiti e bellicosi, pronti a scagliarsi gli uni contro gli altri. È vero il contrario: la gran parte di essi ama l’Europa intesa come “comunità” di Stati indipendenti e pacificamente cooperanti, ma non sopporta più questo tipo di “unione” forzata fra gli stessi, calata dall’alto.La conclusione del discorso di Farage, poi, è una metafora perfetta di quanto egli ha detto, nei quattro minuti del suo intervento, e di quanto è accaduto nei quarant’anni che abbiamo alle spalle. Nigel e i suoi iniziano a sventolare delle piccole bandierine di carta del Regno Unito, senza l’intenzione di offendere e provocare nessuno, ma il Presidente del parlamento indispettito, gli toglie immediatamente la parola minacciandolo come una maestrina: “Se disobbedisce alle regole, il suo microfono dovrà essere azzittito; per favore rimuova le bandiere”. Ecco, le regole, quelle regole soffocanti che penalizzano le differenze e tendono a costruire un cittadino europeo amorfo e senza identità. Uno spettacolino ridicolo e allo stesso tempo drammatico, che mette in evidenza come davanti al disastro economico, sociale e politico provocato dall’unione, con milioni di disoccupati e milioni di nuovi poveri, le istituzioni di Bruxelles si preoccupino esclusivamente di salvare le apparenze e le formalità. Ecco cos’è oggi l’unione Europea, un’associazione antidemocratica di rimozione coatta delle identità nazionali, ed io almeno idealmente non posso che stringere la mano a Nigel Farage e sperare un giorno che alche la Mia Italia, possa seguirne le orme!Ci mancherai Nigel... senza di te il Parlamento Europeo ha perso la parte sana, la parte critica, la parte migliore insomma.Alberto Conterio - 02.02.2020

Boris Johnson, vince tutto

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:17

Boris Johnson, vince tuttoGli inglesi fanno il bis, al referendum sull’uscita dall’Unione Europea
Viene voglia di urlare dalla felicità! Dopo il ben noto referendum del 2016, in qui il popolo britannico si era pronunciato per l’uscita dall’Unione Europea, noi euro contrari abbiamo dovuto sopportare ogni sorta di menzogna, sull’immediato ripensamento del popolo britannico sulla scelta che aveva fatto. I cani da guardia del regime, vale a dire i giornaloni, le tivù, le radio e ogni sorta di pseudo intellettuale, hanno fatto a gara per convincerci che il buon popolo britannico aveva compreso di aver sbagliato la scelta fatta… Siamo andati avanti per otre tre anni a credere vero che, tutti pentiti, i sudditi di Sua Maestà la Regina Elisatebetta II, avrebbero gradito un secondo referendum e che il risultato sarebbe stato scontato: tutti entusiasti di poter restare nell’Unione Europea. Tutto falso, tutto inventato, tutto schifosamente edulcorato, da chi dovrebbe solo informarci, e invece pretende di orientarci secondo interesse!Dopo i deludenti risultati di Teresa May, e i primi deludenti tentativi di Boris Johnson per abbozzare un accordo sull’Uscita dall’UE, erano ormai pochi quelli che non credevano vere, le cretinate divulgare a carrettate dai media sulla presunta volontà degli inglesi di tornare al voto per accordare la loro preferenza all’UE, ma evidentemente, nel Regno Unito il vento soffiava diversamente, e la verità era nota...L’egocentrico Primo Ministro Inglese, non si è fatto intimidire oltre, e non si è sottratto a nuove consultazioni elettorali. Il suo programma politico fondato su un unico punto, non lasciava spazio e dubbio all’interpretazione e ai sui avversari: “Completiamo la Brexit, terminiamo ciò che abbiamo iniziato”. Non una consultazione politica quindi, ma in pratica, il tanto invocato secondo referendum, SI o NO Unione Europea!Il buon popolo inglese non si fatto scappare l’occasione, votando a valanga per i Conservatori di Boris Johnson. Con l’attuale schiacciante maggioranza in Parlamento, ora l’uscita dall’Unione Europea è realtà, dimostrando che ogni volta che il popolo può esprimersi liberamente sul “problema” UE, l’UE non trova spazio! La gabbia europea si è dimostrata un fallimento sul piano economico e sociale e soprattutto un evidente pericolo per la democrazia. La gente l’ha ormai compreso! Bene!!!
Alberto Conterio - 28.01.2020

Trump: prossimo candidato al premio Nobel per la Pace

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:17

Trump: prossimo candidato al premio Nobel per la PaceL'assassinio di Soleimani, catapulta il Presidente americano in testa alla classifica?
Nello stesso periodo di permanenza alla Casa Bianca di Trump, Obama, il predecessore, insignito del premio Nobel per la Pace nel 2009, aveva democraticamente bombardato non meno di sette diversi stati sovrani. E' quindi comprensibile che anche Donald Trump, ambisse a questo riconoscimento. Del resto, poverino, se ha nelle intenzioni, d’ottenere un secondo mandato presidenziale per mettersi al sicuro dalla "giustizia" americana, i militari e soprattutto l'industria militare del suo Paese, prima o poi doveva pur ingraziarseli in qualche modo? Ma probabilmente non è neppure colpa sua, e sicuramente la decisione di uccidere il generale Soleimani in terra d’Iraq, non è stata presa da lui, ma ha dovuto poi fare buon viso a cattiva sorte, confermando che l’ordine era partito da lui in persona. Sappiamo bene che il Presidente Trump, è stato solo informato a cose fatte. I paladini della democrazia, avranno una delusione, ma in questo Paese, il Presidente e il Congresso servono solo a ratificare le decisioni che vengono prese altrove. Trump è così inviso nel suo Paese proprio perché cerca di opporsi a ciò. Insomma, per il “sistema”, Donald Trump, dalla sua inaspettata elezione, rappresenta un pericolo! E' una storia vecchia quanto gli stessi Stati Uniti d'America... una nazione dedita alla guerra da sempre, un popolo di violenti trafficoni, che hanno per hobby la pratica dell'alcolismo.Desidero che non pensiate che sono diventato pazzo, queste sono affermazioni ferme, ragionate, in cui credo ormai da decenni, suffragate da una serie praticamente infinita di prove.Un paio di esempi su tutti: noi italiani non dovremmo dimenticare per quieto vivere il feroce quanto inutile bombardamento di Foggia del 22 luglio 1943: 7643 morti, quasi tutti inermi civili. Un numero così elevato, da far impallidire i bombardamenti effettuati sul triangolo industriale Torino - Milano - Genova dal 1940 al quel giorno sciagurato. Una sola domanda: a che fine, dal momento che Foggia non era un obiettivo industriale, e neppure un obiettivo strategico - tattico?15 febbraio 1944: l'Abbazia di Montecassino viene selvaggiamente bombardata e rasa al suolo. Pare che al suo interno si fossero sistemati di vedetta 14 (dico quattordici soldati tedeschi).Costoro, rappresentavano una così grave minaccia per la 7a Armata statunitense e l'8a Armata britannica in avanzata, da dover cambiare la morfologia stessa della montagna?    Non mi sono quindi stupito alla notizia di quanto era successo il 3 gennaio di quest'anno appena iniziato.Un attacco aereo americano (effettuato da aerei pilotati o da droni a controllo remoto nulla cambia) condotto su una città di uno Stato Sovrano (Bagdad in Iraq) in spregio ad ogni legge e diritto internazionale, senza curarsi dei possibili effetti collaterali sui civili circostanti, nel silenzio/assenso dell'organizzazione più inutile e costosa di questo pianeta: l'ONU!Sono rimasto invece stupito per l'esultanza di Salvini a questa tragica notizia. Lo consideravo uomo di maggior intelligenza. Certo, non ho mai pensato che Salvini fosse una persona di grande cultura, ma ritenevo che fosse sicuramente più intelligente. Peccato. Come è un peccato che un Paese come il nostro, una Nazione che affonda le sue radici in 25 secoli di storia e cultura, debba genuflettersi e applaudire davanti a misfatti simili!Che sia chiaro, Soleimani, è stato definito da taluni figuri della politica e della cosi detta informazione, un terrorista, un criminale... Non vedo come si possa definire costui con questi termini, quando è stato l'artefice sul campo di battaglia in Siria, della sconfitta dell'ISIS, questi si terroristi. Ma forse, per gli americani, ciò è stato un torto troppo grosso da sopportare dal momento che l’ISIS quasi sicuramente, è una creatura loro! Al contrario ritengo quanto successo il 3 gennaio, un attentato, un atto terroristico, condotto dagli Stati Uniti d'America, che dal 1989 rappresentano senza dubbio il peggio pericolo alla Pace mondiale!Mestamente quindi, Vi invio i miei migliori Auguri di buon anno, nella speranza che il mondo non debba assistere ad altre follie come questa.
Alberto Conterio - 27.01.2020

Autostrade: riprogettare la rete e il sistema dei trasporti italiano

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:16

Autostrade: riprogettare la rete e il sistema dei trasporti italiano“da un foglio di carta ed una matita” avrebbe detto Badoglio quando giunse Brindisi
Il crollo di parte della volta del tunnel sul Turchino, presso Masone sulla A26 del 31 dicembre 2019, ha riportato all’attenzione della gente il problema, grave, dello stato di manutenzione della rete autostradale ed in genere della rete stradale italiana. Nel mio piccolo, non ho il desiderio di sindacare sulle responsabilità, che sono evidenti, o sulle intenzioni del presente governo circa la revoca delle concessioni alle aziende private che “gestiscono” la rete autostradale italiana, ma , vorrei solo esporvi alcune riflessioni sulla situazione che si è venuta a creare.È evidente a tutti, tranne a coloro che acriticamente ed ideologicamente vedono nel liberismo l’unica forma di gestione della vita, che la stagione delle privatizzazioni sta volgendo a termine a causa dei pessimi risultati ottenuti in questi anni. Salutate come la risoluzione delle inefficienze Statali, hanno ottenuto scarsi risultati peggiorando sicuramente il livello dei servizi offerti.È un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Quand’ero bambino e fino ad inizio anni ’90 del secolo passato, sulla Torino Milano, uno dei tratti più vecchi della rete autostradale italiana, lo spartitraffico centrale che divideva le due corsie, era abbellito da siepi e fiori, che venivano regolarmente curati, potati e innaffiati. Certo non eravamo ai livelli di pulizia e decoro generale delle strada svizzere, ma al tempo, la rete autostradale italiana (peraltro in continuo sviluppo) era considerata tra le prime al mondo, e seconda in Europa solo alla rete autostradale tedesca!Come è stato denunciato anche dalla Corte dei Conti in una relazione del febbraio 2010 sui «Risultati e obiettivi delle operazioni di privatizzazioni di partecipazioni pubbliche» non solo per la gestione delle autostrade ma anche per acqua, energia e banche, dopo la privatizzazione le ex aziende pubbliche hanno aumentato la capacità di generare profitti, solo in funzione di cospicui aumenti tariffari, che sono oggi i più alti in Europa, senza aver recuperato nulla o quasi in efficienza. L’analisi della Corte dei Conti lanciava un monito anche guardando al futuro. Chiaramente si è tirato diritto senza ascoltare o tenere in considerazione lo studio. Oggi paghiamo le conseguenze di queste sciagurate decisioni. Il nostro è ormai uno Stato che non fa più il suo mestiere, ma è diventato lo studio legale dei grossi potentati privati, legiferando ad uso e consumo dei loro interessi.Chiaramente, non avendo più le chiavi di casa, diventa difficile coniugare il progresso tecnologico, le tendenze sociali ed economiche che negli anni di sono evolute. Abbiamo così raggiunto un livello di crisi elevato del sistema, in quanto tutti questi temi, si sono evoluti nel tempo senza uno schema di assieme generale, provocando il caos. L’esempio più calzante riguarda il trasporto dei beni e delle materie prime sul territorio nazionale. Sappiamo tutti che in trasporto su gomma in Italia è molto elevato, circa 86% delle merci viene trasportato su strada, ma non ci viene mai detto che è elevato pure all’Estero. La Media Europea è del 76,4 %, In Spagna la quota raggiunge il 95%, 87% nel Regno Unito, 80% in Francia. L’Unico Paese sotto la media Europea è la Germania con il 64%. Quindi non è nei prossimi 20 anni, pur con un progetto globale di ristrutturazione dei trasporti, si possa stravolgere questo dato di fatto. Sono scelte che andavano fatte 50 anni con grande convinzione e impegno, come Achille Lauro (pur con i suoi interessi di grande armatore) aveva tracciato su un programma politico redatto per una consultazione elettorale ligure a metà anni ’60. Egli con preveggenza, già denunciava ciò, chiedendo un piano omogeneo di ristrutturazione a livello nazionale dei trasporti, indicando una triade bilanciata tra Ferrovia, Nave e Gomma.Nulla è stato fatto. Inoltre occorre prendere atto che nel frattempo il progresso tecnologico dei mezzi e della rete stradale non hanno camminato di comune accordo. Noi oggi assistiamo al transito di vere navi su ruote che impegnano strade, ponti e gallerie, costruite quando questi mezzi non esistevamo o avevano dimensioni e pesi decisamente inferiori. Delle due l’una insomma: accertato che la manutenzione delle strade (tutte le strade) DEVE essere effettuata ed è assolutamente UTILE  che venga fatta, occorre: vietare il transito di questi bestioni sui tratti che risultano non adeguati al loro stesso transito, oppure rivedere in Italia l’omologazione dei mezzi pesanti in modo che questi risultino adeguati alle strade disponibili. La seconda opzione, …rivedere completamente la rete stradale italiana, ormai ferma a 40 anni fa e non più adatta alla mole e alla tipologia del traffico pesante d’oggi.Il problema contingente quindi, lo possiamo certo mitigare con dei piani di manutenzione, possiamo investire più risorse, oppure guadagnare meno (dipende dai punti di vista), ma il problema in se, non è risolvibile a breve termine con la revoca o meno delle concessioni. Anche in questo caso, occorrerà ripartire praticamente da zero, “da un foglio di carta ed una matita” avrebbe detto Badoglio quando giunse Brindisi con il Re ed il governo nel Regno nel 1943, e lavorare sodo, possibilmente in autonomia e nel solo interesse dell’Italia e dei suoi cittadini!
Alberto Conterio - 21.01.2020

Papa Bergoglio perde la pazienza

Opinioni monarchiche - Sab, 29/02/2020 - 18:15

Papa Bergoglio perde la pazienzaLa sua immagine è più costruita che spontanea di quanto si pensi
Devo scrivere che non avrei voluto vedere quello che hanno trasmesso i vari canali televisivi su quanto successo in Piazza San Pietro in data 2 gennaio di quest’anno.La scenetta presentata, mostra il Pontefice Francesco trattenuto forse con troppa energia da una fedele asiatica, che perde il controllo e si sgancia rudemente da essa con un paio di schiaffetti sulle mani della stessa.Apriti cielo naturalmente:  telegiornali, carta stampata e social network hanno impazzato per qualche giorno, passando dai commenti più moderati (pro e contro il comportamento di Papa Francesco) fino ai più estremi, ideologici e anticlericali.Su twitter e facebook, si è letto di tutto e di più: "Dio perdona, Bergoglio no"… "Buon proposito per il 2020: allontanare le persone tossiche come solo il Papa sa fare", fino ad arrivare al tweet di Daniele Capezzone: "Oggi papa Bergoglio si recherà presso un ospizio a dare due sganassoni alle vecchiette presenti. Seguirà pranzo con strattonamento di mendicanti e calcio in culo al passante più fortunato". Non sono mancati i politici in cerca di un attimo di visibilità mediatica come il buon Guido Crosetto, che anch’esso su un tweet a affondato la lama: "Oggi il Papa ha dedicato la predica al rispetto della donna. Ispirato dalla fedele di ieri...".E poi non potevano mancare quelli che oggi vengono definiti intellettuali, come Marcello Veneziani, giornalista, scrittore e filoso: "Papa Manesco I:  Mai visto un papa azzuffarsi coi fedeli; altro che accoglienza e ponti, siamo alle comiche finali".Noi nel nostro piccolo, possiamo solo scrivere che siamo disgustati da questi interventi. Il Papa resta un uomo e come tale, può alle volte anche perdere la pazienza è reagire in modo non proprio consono alla situazione e alla figura che rappresenta. Riflettendo, ciò risulta tanto più vero quanto la sua immagine dovesse alla fine risultare più costruita che spontanea come viene vista e creduta. Ma facendo un parallelo con altre suoi predecessori, viene da chiedersi per quale motivo, il Pontefice debba aver bisogno di comportarsi come una star della musica rock immergendosi nella folla per stringere mani e distribuire carezze, buffetti e battute, quando sarebbe per lui e l’immagine della nostra religione Cattolica molto più conveniente, passare tra la folla in Papamobile ad esempio, o meglio ancora utilizzando la sedia gestatoria (l’ultimo Pontefice ad utilizzarla fu Giovanni Paolo I nel 1978) per dare la possibilità di essere meglio visto ed allo stesso tempo, avere la libertà di benedire la gente come si conviene al suo ruolo!
Alberto Conterio - 07.01.2020