politica

1946: Referendum istituzionale monarchia-repubblica

autore: 
Franco Malnati

Pro memoria riassuntivo ad uso del 2 giugno!

1) La tesi del capovolgimento del risultato del referendum istituzionale non ha una semplice rilevanza storica, ininfluente ai fini della situazione politica odierna. Invero, lo Stato attuale si regge tuttora sull'esito della votazione del 2 giugno 1946, così come comunicata ufficialmente da chi all'epoca deteneva il potere (gli stessi partiti che hanno continuato a detenerlo fino ad oggi, e tuttora lo detengono). Da quella comunicazione sono nate sia la forma istituzionale repubblicana, sia la composizione dell'Assemblea Costituente che ha poi varato la vigente Costituzione.

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Per favore, non confondiamo

autore: 
R.G.B.

Il neopatriottismo promosso dal Presidente Ciampi piace tanto a tutti quegli Italiani che hanno creduto a tutti gli improvvisati “salvatori della Patria” che spuntavano come funghi negli anni scorsi e poi ritornavano nel nulla, dopo aver deluso le aspettative; stiamo parlando dei vari Segni, Di Pietro, Cossiga, eccetera.

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Rivoluzione senza cambiamenti

autore: 
Renzo Giraudo Bes

Ve ne siete accorti? Con le recenti elezioni c'è stata in Italia una vera rivoluzione, ma senza cambiamenti.

Non ci riferiamo al cambio della guardia a Palazzo Chigi, del quale parleremo più avanti, ma del fatto che nel sistema italiano è stata introdotta l'elezione diretta del Presidente del Consiglio senza modificare una virgola della Costituzione e delle leggi elettorali.

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Partito d'Azione

autore: 
Italia Reale

In “Quando l’Italia era tagliata in due”, diario 1943/44 di Benedetto Croce, si legge “Ecco che mi è stato contrapposto un intruglio di colorito liberale ma di realtà comunistica, o a ogni modo dittatoriale, che, non osando chiamarsi apertamente socialismo e socialismo rivoluzionario, ha adottato il nome di Partito d’azione”.

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CHE COSA DICONO I NUMERI

autore: 
Renzo Giraudo Bes

Se si vogliono fare delle considerazioni un po’ raffinate sui risultati elettorali bisogna analizzare i dati, cioè i numeri. E’ quello che abbiamo cercato di fare, allo scopo di arrivare a delle conclusioni obiettive, non influenzate dalle prime impressioni o dai nostri sentimenti.

Tranquilli, però: numeri ne daremo pochi, perchè sappiamo che suscitano noia, ma esporremo quasi soltanto le conclusioni alle quali siamo arrivati. Dobbiamo però premettere alcune precisazioni, quasi altrettanto noiose dei numeri, ma indispensabili.

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