Il 20 marzo si celebra la Giornata della Felicità, ricorrenza fissata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 28 giugno 2012, e in questa occasione è stato pubblicato l’annuale Rapporto sulla Felicità nel Mondo 2017, che, giunto alla 5° edizione, classifica i livelli di felicità di 155 paesi in tutto il mondo.
Con questa iniziativa l'Onu incoraggia gli Stati e le organizzazioni ad un approccio inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, la felicità e il benessere di tutte le persone.
La classifica si basa su 6 fattori : il prodotto interno lordo pro capite, la speranza di vita, la libertà, la generosità, il sostegno sociale e l'assenza di corruzione nel governo o affari.
Come negli anni precedenti, nel Word Happiness Report 2017 i Paesi più felici sono Monarchie, e tra i primi 10 classificati, ben 7 sono Monarchie :
1. Norvegia (7537 punti) - Monarchia
2. Danimarca (7522) - Monarchia
3. Islanda (7504)
4.Svizzera (7494)
5. Finlandia (7469)
6. Olanda (7377) - Monarchia
7. Canada (7316) - Monarchia
8. Nuova Zelanda (7314) - Monarchia
9 . Australia (7284) - Monarchia
10. Svezia (7284) – Monarchia
I peggiori 10 paesi sono tutte repubbliche :
146. Yemen (3593)
147. Sud Sudan (3591)
148. Liberia (3533)
149. Guinea (3507)
150. Togo (3495)
151. Rwanda (3471)
152. Siria (3462)
153. Tanzania (3349)
154. Burundi (2905)
155. Africa centrale Repubblica Siche (2693)
L'Italia è solo al 48° posto, e ha anche un primato particolarmente negativo, ovvero è tra i dieci paesi con la maggiore diminuzione di felicità dal 2005 al 2015.
Certo la grave crisi economica degli ultimi anni ha contribuito a questo scarso livello di felicità, ma le cause principali sono una pessima classe politica ed uno Stato che non funziona bene.
In Italia la classe politica, oltre che corrotta, si preoccupa di tutelare i propri interessi invece di pensare al benessere dei cittadini. La repubblica ? un sistema oligarchico che tutela i propri privilegi, che spesso ? addirittura nemico dei cittadini.
Intanto si deve tener conto che la felicità non si misura con la ricchezza, e un esempio lampante è la Norvegia che, nonostante una forte crisi del petrolio (prodotto che rappresenta la sua principale fonte di ricchezza), ? riuscita a balzare dal 4° al 1° posto.
Dal rapporto sulla felicità 2017 si vede che la Norvegia si ? mossa con molta lungimiranza, ed ha investito in altre attività economiche, innescando una processo positivo che ha dato fiducia alla sua popolazione, la quale, anche dopo la crisi petrolifera, ha continuato a vivere bene e a collaborare per una veloce ripresa.
Questo però implica che in un Paese ci sia un alto livello di fiducia reciproca, una società sana ed un governo ed uno Stato seri e capaci.
Ebbene non è un caso che i paesi pi? felici siano proprio le Monarchie. Infatti la Monarchia rafforza e migliora i fattori sui quali si basa la classifica, in quanto la presenza di un Re garantisce che le istituzioni possano funzionare meglio.
Al contrario di un presidente che divide il popolo in quanto è scelto dai partiti, un Re unisce il Paese, che trae il proprio potere direttamente dalla Legge e dalla Storia, garantendo la continuità dello Stato, al di la delle battaglie elettorali e delle vicissitudini politiche.
Al contrario di un presidente che divide il popolo in quanto è scelto dai partiti, un Re unisce il Paese, che trae il proprio potere direttamente dalla Legge e dalla Storia, garantendo la continuità dello Stato, al di la delle battaglie elettorali e delle vicissitudini politiche.
Il Re quindi svolge un ruolo di arbitro nei conflitti di interesse tra le forze sociali e dei gruppi politici, è un punto di riferimento per tutti i cittadini ma anche per la classe politica. Il Re essendo un arbitro indipendente dai partiti, è in grado di ridimensionare lo strapotere della partitocrazia e quindi di limitare la corruzione .
Insomma le Monarchie funzionano meglio della repubbliche, e dove c'è un Re il Popolo è più felice !!