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Italia Reale

ITALIA REALE

Trimestrale del movimento politico "Italia Reale - Stella e Corona"

Il Granduca Enrico di Lussemburgo ad Assisi

Data
18 Settembre 2016
Dopo 30 anni della storica "Giornata di Preghiera per la Pace" del 27 ottobre 1986, voluta da Giovanni Paolo II, che convocò i capi delle religioni del mondo per pregare per la pace, tra il 18 e il 20 settembre 2016 si era tenuto ad Assisi l'incontro internazionale "Sete di Pace: religioni e culture in dialogo", in cui uomini e donne di fede e culture diverse si sono riunite per discutere e confrontarsi con lo scopo di portare la pace in un mondo segnato da violenza e guerre.
 
All’incontro di Assisi, la città di San Francesco, hanno partecipato 511 leader religiosi, capi di Stato, 6 Nobel per la Pace e il Santo Padre , tra loro anche il Gran Duca di Lussemburgo Enrico che ha tenuto un discorso.
 
Signor Presidente della Repubblica centrafricana,
Santità Bartolomeo,
Caro professor Riccardi,
Eccellenze, Eminenze, Signore e signori,
è per me un onore e motivo di gioia essere qui con voi nella città di Assisi in questa assemblea composta da così grandi personalità religiose, spirituali e morali.
 
Siamo qui ad Assisi per ricordare i trenta anni dalla storica giornata di preghiera per la pace voluta da San Giovanni Paolo II nel 1986. La Granduchessa e io partecipiamo da anni con convinzione profonda a questo cammino di pace e di dialogo. Come dissi a Cracovia, nel 2009, in una indimenticabile tappa di questo pellegrinaggio di credenti e di donne e uomini di buona volontà nella città di Karol Wojtyla: Resto convinto che queste giornate di dialogo delle religioni e delle culture nella scia dello “spirito di Assisi” costituiscono una tappa essenziale verso un mondo di pace. Ecco perché vorrei ringraziare ancora una volta la Comunità di Sant’Egidio e il caro professor Riccardi, che con un fervore e una tenacia senza pari rinnovano ogni anno in una città diversa, questo spirito di dialogo e di amicizia tra donne e uomini di culture e fedi diverse, di cui c’è oggi più bisogno che mai.
 
Seguiamo con attenzione, signor Presidente, i recenti sviluppi nella Repubblica Centrafricana, da troppo tempo ostaggio di violenza e conflitti. Ci auguriamo che finalmente si apra un tempo di stabilità e di pace per il suo popolo. Oggi nel nostro mondo c’è veramente tanta “sete di pace”. Pensiamo alla Siria, ad una guerra che dura ormai da cinque anni, seminando morte e distruzione. Quanti oggi fuggono dalla guerra cercando accoglienza nel nostro continente europeo! La visita a Lesbo del patriarca ecumenico Bartolomeo, insieme a papa Francesco, ci ha toccato profondamente: un messaggio di umanità e concretezza di cui abbiamo tanto bisogno in Europa!
 
La religione è anzitutto ciò che lega e unisce gli uomini. Presi individualmente, usciamo rafforzati nel nostro impegno da queste giornate di dialogo e incontro. Sul piano collettivo la concordia tra le religioni ? un messaggio essenziale indirizzato all’umanità: davanti alle sfide del mondo attuale, la loro ragione d’essere è unire e non dividere. 
Di questo oggi c’è tanto bisogno. Per questo –ne sono convinto- queste giornate non vogliono solo celebrare un anniversario. Qui ad Assisi, attingendo dalla luminosa testimonianza di san Francesco, vogliamo porci in modo rinnovato davanti alla “sete di pace” di tanti e alle nostre responsabilità. Il dialogo à la medicina dei conflitti, cura le ferite, rende possibile il futuro.